venerdì 12 settembre 2008
Me again...
D'ora in poi mi trovate su
Anoressia: after dark
... spero di ritrovarvi numerosi!
Un abbraccio a tutti!!
giovedì 31 luglio 2008
Epilogo...
“Realizzare questo blog non sarà impresa facile; devi essere pronta ad affrontare un PC e, soprattutto, i commenti che la gente lascerà sui tuoi post, che potranno anche essere difficili da accettare. Se però te la senti di procedere, ti darò il mio appoggio incondizionato”. Così mi sono detta quando, per la prima volta, ho avuto l’idea di non fare un esame d’Informatica tradizionale ma di provare quest’altra strada. E la mia decisione è stata: voglio provarci comunque. Nel complesso, sono felice di aver realizzato questo blog, anche se ho avuto i miei momenti d’incertezza. Non è che, in fin dei conti, avessi un qualche messaggio da trasmettere agli eventuali lettori… mi bastava che provassero delle emozioni qualora avessero letto un mio post. Emozioni di qualunque genere, sia in positivo, sia in negativo… insomma, qualunque emozione sarebbe andata bene, bastava che provassero qualcosa leggendo i miei post. Ed è quello che penso tuttora. Anche se si trattasse di un unico sentimento, ciò è sufficiente a rendermi felice, e spero che non lo dimentichino mai. Ecco, voglio che chiunque abbia seguito questo blog sappia questo. Ritengo che i blog siano uno strano prodotto, una sorta di prodotto d’intrattenimento, perché li si può leggere superficialmente senza dargli alcuna particolare importanza, oppure possono toccarti, possono suscitarti delle emozioni, possono cambiare il tuo modo di pensare ed arricchire la tua vita… dipende tutto da chi li fruisce. Questa è ovviamente una mia opinione personale. Immagino che, per un sacco di gente, il mio blog non sia altro che un mucchio di cavolate come tanti… per me, invece, è la mia realtà degli ultimi mesi. La persona che ha scritto questi post esiste davvero, ed è qui… non scordatelo mai. Sono stata felice dei commenti positivi e delle rimostranze, e chiedo scusa se qualche volta posso aver scritto delle cose che possono essere risultate offensive per qualcuno. Adesso credo sia per me arrivato il momento di voltare pagina, non solo in termini di blog, ma più in generale in riferimento alla mia vita, a certe cose che ho iniziato a fare troppa fatica a sopportare. Quando si è stanchi di qualcosa, bisogna allontanarsene: chiamatela pure fuga, se volete. Secondo me richiede anch’essa un certo coraggio. E poi, ciò che conta è la consapevolezza che si tornerà ad affrontare il problema, con l’intenzione di risolverlo. Affrontarlo da un’altra parte, da un altro punto di vista, però. Prima di smettere di scrivere qui, perciò, volevo semplicemente fare un enorme “in bocca al lupo” a tutti quanti… Lo so che ci sono momenti difficili nella vita, ma voi potete diventare più forti e superarli. Qualunque vostro desiderio si avvererà se siete convinti di poterlo realizzare. Vorrei trasformarmi in vento, in vento simile ad un sospiro. Un vento che aiuta a combattere le avversità, che asciuga le lacrime, lenisce la stanchezza… ecco, vorrei diventare quel tipo di vento. Vorrei giungere da tutti voi in volo, liberarvi dalla tristezza e donarvi la felicità. Leggete questo blog quando siete tristi, ed io sarò al vostro fianco. Leggete questo blog quando siete felici, ed io sarò al vostro fianco. Ma poiché sono solo una ragazza, ci sono momenti in cui mi sento stanca… momenti in cui soffro, e sopporto in silenzio… questa è una realtà che non posso cambiare. Eppure ogni mattina mi sveglio e penso che è bellissimo avere davanti un nuovo giorno che mi aspetta, un giorno nuovo di zecca e senza errori, da riempire con tutto ciò che io ed io soltanto sarò capace di creare.
Grazie a tutti… vi voglio bene.
mercoledì 30 luglio 2008
So far away...
"Who knows what could happen, do your best, just keep on laughing, it's all on you, there's always a brand new day... live every day like it's your last day..."
martedì 29 luglio 2008
Random thoughts...
29 Luglio… ormai anche questo mese è agli sgoccioli… Gli ultimi 3 giorni di lavoro e poi ferie per tutto il mese di Agosto. Ferie che, a differenza della stragrande maggioranza dei miei coetanei, non trascorrerò al mare, in montagna, in giro per il mondo o, al limite, a casa, sui libri per preparare un altro esame, bensì in un altro posto decisamente meno carino… Ma non ho voglia di scrivere cose tristi, vorrei cercare di non demoralizzarmi ancor prima di iniziare – anche se è difficile – con questo sole che oggi brilla forte e sembra quasi invitarmi ad uscire, quasi dirmi che, in fin dei conti, uscire è possibile… Perciò, adesso che anche Luglio è ormai giunto al termine, voglio provare a fare un po’ il punto della situazione che poi, in realtà, non so neanche da che parte cominciare. Mi fa un po’ strano pensare che ad Agosto e a Settembre sarò trasportata in quello che definisco un altrove separato dallo spazio e dal tempo, lontano da tutte quelle che sono le mie attuali sicurezze, lontano – e mentre lo scrivo questo mi fa un po’ ridere perché, proprio io!, non avrei davvero mai pensato di poter arrivare a scrivere una cosa del genere – dal computer. Niente Twitter, blog, forum e quant’altro per un po’… Semplicemente, prendere il coraggio a due mani ed andare. Andare di nuovo. Senza alcuna certezza che possa sorreggermi. Senza neanche avere il 100% di sicurezza che ad Ottobre potrò ricominciare la mia quotidiana routine università-lavoro. Eppure so che devo andare. Comunque vada. Chiudere gli occhi e andare. Ma naturalmente, non potevo farlo senza lasciare almeno un frammento di me, una traccia, un saluto su questo blog. In questi giorni spesso mi sono chiesta cosa farne, di questo blog, per l’appunto. In certi post ho scritto cose che sento talmente personali che mi fanno venire voglia di fare tabula rasa, di eliminare il blog, di cancellare tutto. Eppure, da una parte, sento pure che mi dispiace, che mi dispiacerebbe cancellare tutto quello che ho costruito in questi mesi con un colpo di mouse, questo blog che ho finito per sentire un po’ come una parte di me… un po’, forse, come il figlio che non potrò mai avere. Lo so che quando tornerò a casa, ad Ottobre, sarò diversa. Sarà necessario che lo sia. Forse rileggerò certi post e neanche mi ci riconoscerò. O forse sì. E questo farà ancora più male. Questo blog rappresenta un frammento di me, un pezzetto della mia vita. Non necessariamente il più bello, ma sicuramente un’altra tesserina del puzzle. Forse tornerò a scriverci quando sarò di nuovo da queste parti. Ma in realtà, come lo sto scrivendo, sento già che non lo farò. Sento dentro forte la voglia di intraprendere un nuovo inizio, di rompere gli schemi di ieri, di non dire “non posso” quando posso, “non voglio” quando voglio, “sono bloccata quando sono totalmente libera. Senza ancorarmi al passato. Non penso che questo blog sia comunque privo di significato, tutt’altro. Penso piuttosto che possa essere considerato come una sorta di “trampolino di lancio”, un primo passo. Forse ad Ottobre ne aprirò uno nuovo. O forse aprirò un forum. Forse darò vita a qualcosa di nuovo e riutilizzerò qualcuno dei post presenti in questo blog per stabilire una sorta di “ponte”, una soluzione di continuità. Forse farò qualcosa di ancora diverso, non lo so, non lo voglio sapere. Voglio prendermi il tempo per pensarci. Adesso comunque voglio concentrarmi su quello che mi attende a breve termine, il futuro lo svelerò giorno dopo giorno, cercando di farlo senza la fretta ansiosa che di solito mi brucia dentro. Okay, forse non sono stata una gran “blogghettara” (credo di aver appena inventato una nuova parola…), ma ci ho messo tutto il meglio di me. In fin dei conti, sono ancora una ragazzina che si barcamena tra università e lavoro, a cui piace vedere le gare di Formula 1, che adora le t.A.T.u., che ha un cuscino di Snoopy, che parcheggia un po’ storta la sua Multipla (che, tra l’altro, nessuno è ancora riuscito a capire cosa se ne faccia di una Multipla se viaggia per lo più da sola…), che fa karate, che si diverte a fare la cosplay, che canta “Who knows” a squaciagola sotto la doccia… Niente di speciale, no?! Una persona normale. Ma forse lo speciale è proprio tutto qui: essere una persona normale e vivere giorno dopo giorno comunque…
lunedì 28 luglio 2008
Augurissimi Duccia!!
Le persone entrano ed escono dalle nostre vite di continuo. A volte si fermano per un minuto, altre per un'ora, un mese, un anno... a volte neanche il tempo di un saluto... ALtre restano... e da quel momento, non siamo più gli stessi. Se io sono quella che sono oggi, è anche grazie a te... buon compleanno Duccia... Today is your day: don't let anything or anyone ruin it...
Ehi, bella, qui sotto un regalino virtuale... In attesa che torni dal mani, per poterti dare quello vero... TI VOGLIO UN BENE DELL'ANIMAAAA!!!!!
venerdì 25 luglio 2008
Esame di Genetica 2...
E l'esame di Genetica 2 è andato... studio, culo (in entrambi i sensi...), giornate di sole serrata in casa... ma alla fine posso tirare un sospiro di sollievo! Come dire... mi sento più leggera! (aha!!)
E allora, dato che ci sono, un paio di dritte per coloro che dovranno sostenerlo a Settembre, il che non fa mai male... Da prendere con le molle, naturalmente, è solo la mia versione dei fatti considerando quello che ho studiato e quelli che sono stati i risultati...
Il libro da cui conviene di più studiare è "Genetica umana e medica" - Neri, Genuardi. Ci sono quasi tutti gli argomenti che vengono principalmente richiesti all'esame, e sono trattati in maniera sintetica e mirata. I capitoli da fare BENE sono: l'ultima parte del 6, e poi il 7, il 9, il 10, il 14, il 15 e il 30. Purtroppo non basta. Nel senso che ci sono argomenti che vanno per forza fatti dagli appunti perchè il libro è carente: la bioinformatica e l'immunogenetica. Soprattutto, focalizzarsi sulla patologia molecolare e sulla genetica dei tumori, argomenti sui quali ci sono un vallo di domande, alcune delle quali anche piuttosto specifiche!!
E soprattutto, trattandosi di un esame a crocette (versione 30 domande x 30 minuti), esercitatevi sulle crocette a fine di ogni capitolo del libro, e provate a farvi delle domande tipo test...
Che altro dire? In bocca al lupo a tutti quelli che lo devono fare!! ^_^
Spero di poter essere stata di minimo aiuto...
giovedì 24 luglio 2008
Botanicamente
martedì 22 luglio 2008
Never lose that feeling
lunedì 21 luglio 2008
On my wall...

domenica 20 luglio 2008
La vera tendenza...
Come dire... ho visto la luce. Le parole scritte qui sopra provengono da una rivista... che dice esattamente ciò che io ho sempre pensato e di cui sono sempre stata profondamente convinta... il pensiero che, lo scordo Settembre, mi ha fondamentalmente convinta e guidata a tentare il test d'ammissione alla facoltà di Medicina & Chirurgia. Come dire... è una frase che mi dà una speranza e una ragione... Talvolta mi arrabbio con me stessa per la mia incapacità di svincolarmi da certi problemi, e questo mi mette male... Ma leggendo anche queste parole mi viene da pensare che forse è giusto così, che forse, anche se sembra paradossale, è proprio la mia incapacità di "guarire da me stessa" che mi renderà, forse, un giorno, in grado di aiutare a guarire tante altre ragazze come me... Forse è questo che sto facendo adesso, anche in mezzo ai soliti casini, e proprio grazie ad essi, cammino senza sosta per raggiungere la vera me stessa...
venerdì 18 luglio 2008
Graduation day...
In attesa di stasera... E nessuno capirà mai quanto è difficile per me... Eppure indosserò il mio sorriso migliore... e tutta la mia volontà... e lo farò ancora una volta, lo farò solo per te. Perchè so quanto per te questo sia importante, anche se mi lacera. Anche se ti sei dimenticato, per me la parola "amicizia" significa ancora qualcosa. Forse per un'ultima volta. Poi ti lascio andare davvero. Se fa male a me, posso sopprtarlo, ma non voglio che faccia male a te. Perchè non so se tu saresti in grado di sopportarlo. Amico, anzi, di più, come un fratello per me... ma mi sono solo sbagliata di nuovo. Certo, stasera vengo. O viene la mia maschera. Tanto è già da un pezzo che non ci vediamo. Che dire? Ti auguro di essere felice nell'esistenza che ti sei scelto.
giovedì 17 luglio 2008
Quando cercavo lavoro...
Quando portavo i miei disegni alle case editrici e alle aziende di grafica per promuovermi, nessuno mi ha mai fatto domande sui miei hobby. Un redattore una volta mi ha detto: "Alle persone promettenti faccio domande che riguardano anche i loro hobby e altri aspetti della loro vita, ma a quelle poco promettenti chiedo soltanto di farmi vedere i disegni che hanno portato". Stanotte ho visto in TV un programma che mostrava cosa succede quando si prova a entrare nel mondo della grafica, e mi ha fatto uno strano effetto pensare che io ci sono già dentro. Non mi sento affatto sufficientemente brava da meritarmelo. E mi è venuto perciò da pensare a quando cercavo lavoro. All'inizio nessuno si aspettava nulla da me. Anzi, persino i miei genitori erano piuttosto disfattisti al riguardo. Ma non fa niente, era tutta colpa mia! Non me la prendo! Insomma, quando portavo i miei disegni a case editrici/aziende grafiche, molto spesso i direttori di dicevano: "Sono buoni lavori, ma anca qualcosa". Ed io: "Ah, sì?" ... come se fosse stata una cosa che non mi riguardava. Quando poi sono stata assunta alla Grafica Valdarno (dove tuttora lavoro), e mi è arrivata la telefonata in cui mi è stato detto: "Abbiamo deciso di assumerla!", io ho risposto "Ah, sì?" ... come se fosse stata una cosa che non mi riguardava. Io penso, in un certo senso, di essere una persona incapace di provare forti emozioni. Insomma, pare che io sia una persona esteriormente poco emotiva. Cerco sempre di impegnarmi, ma anche i miei colleghi mi dicono che spesso, a causa del mio scarso trasporto emotivo, si sono sentiti in ansia. Ho sempre pensato che l'importante fosse svolgere bene il proprio lavoro, e che fosse inutile dimostrare la volontà a parole, così non mi sono mai espressa più del necessario. Ad ogni modo, vorrei dire che non bisogna rassegnarsi se, proponendo i propri lavori a case editrici/aziende grafiche si ricevono solo domande inerenti agli stessi. Siamo capaci di migliorarci, e quindi di realizzare ciò che fino a ieri non riuscivamo a compiere. Dovete pensare che il mangaka autore di "Dragon Ball", Akira Toriyama, ha ricevuto un sacco di porte in faccia... e guardate adesso!! Perciò, non perdete mai la speranza!
martedì 15 luglio 2008
Paper 9
Allora, il tentativo c’è. Il risultato non si sa. Più no che sì, secondo me, comunque… Non è esattamente una traduzione letterale, diciamo che ho cercato un po’ di mediare, considerate le mie limitate conoscenze dell’inglese… Ad ogni modo, dateci una lettura e fateci una risata. Se mi dessero un centesimo per ogni errore che ci ho messo, credo che sarei milionaria…
And now I’m here, trying to judge this “Computer Literacy Course”… If I think to what I’m going to do, I can only smile, as I’ve always hated judgments, even when I attended High School. Lots of marks… but what’s about a mark? What can you measure with a mark? Knowledge? Not at all, maybe a performance at last… And it’s the same with judgments. What does a judgment mean? World is subjective, things I love the most are awful for someone else. So, let’s take another point of view. An opinion. Not a judgment, but an opinion. I’m not able to judge, I’m not on a stairway looking below, but I can talk about my opinion, yeah – I definitely can do it. This was a strange course, to me. Different, totally different from all the things I’ve done before. I’m a graphic designer, so maybe innovations might be habitual… But when our teacher said: “Okay, guys, make a blog!”, my first thought was: “Okay teach, but you have to kill me before!”. Obviousely, it’s one of my idiosyncrasies: computer. I’ve always hated computers, I watched them from a long distance (are they going to bite me...?), I was sure that they had a self-destruction button (I’m serious!, this is not a joke!), and once I was quite near to have a hysterical crisis as I was not able to turn on a PC (a few time later someone said that I was pushing to button to open the CD player, so the computer couldn’t turn on even if I continued to push that button for my whole life…). Well, I was quite sure I wanted to do the traditional exam and then – panic! – I said myself: “Okay, let’s do it”. And I’ve done it. I’ve opened a blog. It was very difficult at the beginning: I wanted a course which said me what to do and how to do it. Anyway, day by day I started sinking deeper and deeper into the blog. I don’t know how it happened. And I started noticing one thing that I’ve never thought before. I liked it. Damn, I really liked it. Me – the computerfobic. This kind of learning, a little bit on my own, a little bit under a supervision. The satisfaction I felt for every little progress, thinking “well, okay, I’ll never be Bill Gates, but now I can do something more…”. Yeah – a great satisfaction. Another beautiful thing: the blogs of the other people. Lots of sparkles, invisible to the eyes, impossible to pick them up during the 4 hours of lesson in a morning, but real on a monitor, truth without speaking. And then, something to do with my hands, after a lot of hours spend on books repeating words which seem so far from daily routine, word that you will forget after the exam… But this course was different. It has scratched me. It let me feel something that months on books couldn’t help to feel. Books are depersonalizing. When you repeat a lesson, word by word, you yourself become words, like a poem without meaning. But this time I have expressed myself. In the best way that I could. And, for the first time, I didn’t feel like a robot but like a person. In a ocean of books, right now, I’ve found a drop of beauty.
lunedì 14 luglio 2008
Vecchi disegni...
domenica 13 luglio 2008
Finalmente, t.A.T.u.!!
http://it.youtube.com/watch?v=wEOjkDQrshE
http://it.youtube.com/watch?v=WK1VbLcmRXA
Se vi va, dateci un'occhiata e ditemi cosa ne pensate...
Io li trovo molto particolari, come tutti i loro video, ma veramente bellissimi... toccanti. Di quei video che ti smuovono qualcosa dentro, che non puoi rimanere indifferente quando li guardi...
Lena & Yulia, you rock!!!!! ^_^
sabato 12 luglio 2008
Ventenni D.O.C.
Il/la ventenne D.O.C. ...
1) ... non si ricorda di portare il cane a fare i bisogni, ma non dimentica mai un numero di telefono.
2) ...si mette a dieta rinunciando alle caramelle prima della colazione.
3)...riceve la paghetta il Lunedì, la spende il martedì, e la chiede in prestito al migliore amico il Mercoledì.
4)... riesce a sentire il suo cantante preferito a tre isolati di distanza, ma non sente la madre dalla stanza vicina.
5) ...è in grado di usare con maestria ogni qualsiasi videogame senza prendere neanche una lezione, ma poi non sa rifarsi il letto.
6) ...conosce 2 tipi di buona musica: ad alto volume e ad altissimo volume.
7) ...ha energia per girare con gli amici per ore, ma solitamente è troppo stanco per lavare i piatti.
8) ...ama il gatto e tollera il fratello.
9) ...è un romatico: non si innamora mai più di una volta a settimana.
10) ...è una bellezza in fiore ma non sorride in nessuna occasione fino a quando non gli tolgono l'apparecchio per i denti.
11) ...capace di dormire fino a mezzogiorno la Domenica in cui sospetta di dover fare lavoretti in casa.
12) ...pensa: "Menomale che mia mamma non ha mai avuto vent'anni!!"
giovedì 10 luglio 2008
Se sei giovane
SE SEI GIOVANE
A chi ti ripete che questi sono gli anni per te più belli
rispondi con la verità dei tuoi giorni,
smaschera questa tradizionale menzogna
che ti vuole felice e senza pensieri.
Gravano su spalle fragili le domande essenziali
sulla tua condizione di piccola donna.
Parla così dei tuoi primi passi verso la comprensione
di ciò che è nascosto e che vale,
parla delle delusioni nel vedere miti appariscenti
che si disfano sotto la tua mano che cerca appoggio.
Racconta le tue giornate di solitudine,
narra le tue timidezze, le difficoltà
di essere accettata dagli altri,
l’incapacità di essere te stessa,
perché non sai chi sei
e che cosa voglia dire essere se stessi.
Ricorda quanto è disinteressata la tua amicizia
e quanto dolorosa ogni delusione.
Ricorda lo stupore di quando hai capito
che la vita è un’opera aperta
e di quante possano essere le “varianti sul tema”.
Parla di quando hai visto che dietro alla libertà
c’è una scelta di comodo per non finire a pezzi.
Parla della fama, ma anche della consolazione che ti ha preso
quando hai capito che ogni tua azione ha un valore per tutti,
e del senso di responsabilità che subito dopo ti ha investito.
Parla del bisogno di amare e della necessità di essere amata;
parla degli altri e di quanto ansiosa è stata la tua scelta,
non temere la difficoltà di ogni incontro sotto il peso
dei tuoi infiniti scrupoli e della tua incredibile incertezza.
Parla di tutte queste cose mostrando il tuo cammino di inquietudine
nella ricerca di una ancora non trovata maturità.
mercoledì 9 luglio 2008
Crisi pesa...
Vorrei che ogni tanto qualcuno non si lasciasse fregare dalle mie balle e dai miei falsi sorrisi nonoché dalle mie maschere, e si accorgesse che sto male, cazzo, anche se poi dovrei odiarlo per questo.
Chiedo troppo?
Sì, lo so... a me desdierare qualcosa, averne bisogno, non è concesso...
Cioè, io non ce la faccio veramente più ad essere in crisi un giorno sì e un giorno insomma, e a continuare a sorridere entrambi i giorni... E, ciliegina sulla torta, non sono neanche le 9 di mattina e già mi è venuto il mal di testa... Oh, quasi mi mancava questo mio "somal di testa"... ma che palle...
Credo di essere una delle poche persone al mondo a cui le sigarette fanno male anche se non fumo... Ho pregato tre quarti d'ora che quel moccioso sulla predellina del treno buttasse via il mozzicone della sua sigaretta senza spengerlo, e quando l'ha fatto davvero ho pensato che l'avrei seguito sul vagone e l'avrei strozzato... Ma invece ho guardato che nessuno mi prestasse attenzione, poi mi sono chinata e ho raccolto il mozzicone.
Il resto è storia.
E buio.
lunedì 7 luglio 2008
Film - Ragazze interrotte
Tratto dal romanzo autobiografico di Susanna Kaysen, è la storia di Susanna (Winona Ryder), una ragazza di buona famiglia, affetta da ambivalenza e sindrome da personalità borderline, che, a seguito di un tentato suicidio, viene internata in un istituto psichiatrico. Il ricovero è solo formalmente volontario, Susanna, caratterialmente incapace di prendere decisioni, viene spinta dai genitori e dal medico curante che decidono per lei quello che per lei è bene e, una volta firmato per l’internamento, scoprirà di non poterne più uscire – non fino a quando i medici stabiliranno che è guarita.
Catapultata in un ambiente concentrazionario, Susanna si incontra e si scontra con le altre pazienti del carcere: soprattutto con Lisa (Angelina Jolie), la personalità dominante del gruppo e il suo principale elemento di instabilità. Lisa, bellissima e sociopatica, sembra incarnare il fattore di rottura, il momento di rivolta, all’interno dell’ambiente monotono e claustrofobico del Claymore Hospital. Ma è una rivolta solo apparente. Lisa scappa ma poi è sempre ripresa o, forse, più probabilmente, in qualche modo ritorna, incapace di vivere, di trovare il suo posto, al di fuori dell’istituto psichiatrico.
Mi ha colpita tantissimo questo film... E mi ha lasciato anche tante domande alle quali non riesco a trovare una risposta.
Chi sono i pazzi? Qual è la fonte dell’instabilità psichica? Come e perché queste ragazze si sono interrotte, non sono riuscite in qualche modo a compiere il processo di crescita che avrebbe dovuto condurle a omologarsi con la società, ad annullare quell’evidente differenza che chiamiamo pazzia? E’ una malattia neurologica o la follia, almeno in certe sue forme, è una categoria sociale, un prodotto della società fin nei suoi elementi di identificazione?
Dateci un occhio, se vi capita, perchè è un film veramente bello... uno di quelli che lascia il segno...
domenica 6 luglio 2008
Kamikaze Kaitou Jeanne...
venerdì 4 luglio 2008
To the girl...
Un'altra cosa che ho scritto io. Questa in inglese...
TO THE GIRL
This is to the girl who lost her friends,
Became a loner or made amends.
This is to the girl who learned to cope
With strange devices, minus hope.
This is to the girl who cried all night
And wished someone could hold her tight.
This is to the girl.
This is to the girl who finds her way,
Year by year and day by day.
This is to the girl who’s growing up
And wondering, “Am I enough?”
This is to the girl who falls apart
Because there’s pain inside her heart.
This is to the girl.
This is to the girl who gives away
All her power without a say.
This is to the girl who starves, or cuts,
Or binges hard and then throws up.
This is to the girl who drowns her pain
In alcohol or self-disdain.
This is to the girl.
This is to the girl who cries afresh
Each time she sees her own real flesh.
This is to the girl who loses sleep
Because anxiety is steep.
This is to the girl who longs for eyes
That see her as the perfect size.
This is to the girl.
This is to the girl who wakes up sad
And lives her whole life feeling bad.
This is to the girl who needs a hand
But thinks no one will understand.
This is to the girl who wants escape
From food, or numbers, fear, or rape.
This is to the girl.
This is to the girl in all of us,
Struggling still to be enough.
This is to the girl—this is to you,
From another girl who was there too.
This is to the girl.
This is to the girl who’s in my heart,
Who’s in my head at each day’s start.
This is to the girl—this is to you,
From another girl who was there too.
This is to the girl.
mercoledì 2 luglio 2008
Paura di fallire
La paura è solo una scusa per non affrontare le cose. Ci vuole molto tempo per liberarsi dei fantasmi del proprio passato, specie se questi ci hanno infestato a lungo. Ma le ricadute sono normali, e bisogna cercare di non scoraggiarsi. È una lotta difficile, lo so, ma possiamo farcela tutte quante. Ci saranno giorni buoni e giorni cattivi. Bisogna solo non perdere mai di vista il traguardo, ciò che ci vuole veramente dalla vita. Se si riesce a tenere la testa alta, a rialzarsi dopo ogni caduta, siamo già ad un buon punto della strada.
I giorni cattivi sono inevitabili, giorni in cui tutto si tinge di nero e viene voglia di mollare perché sembra che la vita si chiuda e allora si teme di non essere più capaci di affrontare ciò che ci aspetta. La paura che arriva, allora, può far venire voglia di riadottare quei comportamenti sbagliati del passato. Rituffarsi in quelle esperienze che, per quanto negative, davano comunque sicurezza. Bè, anche se è doppiamente difficile, è proprio in momenti come questi che bisogna continuare a combattere.
La paura lega al passato. Al non lasciar la strada vecchia per la nuova. Talvolta andare incontro ad un futuro sconosciuto fa così paura che sembra essere preferibile quello che è stato in passato, per quanto distruttivo potesse essere. Per questo lasciare il passato è così difficile. Perciò bisogna cercare semplicemente di muovere un passo dopo l’altro, piccoli passi, giorno dopo giorno. Ma siamo tutte umane, perciò, si sa, le ricadute ci sono. Il fatto che ci siano non significa che tutto il duro lavoro che si è fatto per arrivare fino a quel punto è stato inutile o è andato distrutto. Non significa che bisogna ricominciare tutto di nuovo da capo, perché quello che è stato fatto, in qualche modo, resta. Può essere usato come “rampa di lancio” per ripartire. Partendo da un’esperienza negativa, quale che sia, è maledettamente difficile raggiungere un traguardo positivo, perciò è naturale avere delle ricadute. Dunque bisogna semplicemente riconoscerle come tali e non demoralizzasi ma cercare di superarle. Se si capisce quel che si è fatto di sbagliato, si potrà evitare di rifarlo in futuro. Ci si potrà rialzare e dire “ricomincio da qui”. Pensatela un po’ così: se volete andare da Milano a Napoli e, dopo aver percorso 300 Km, la vostra auto ha un guasto e si ferma, non è che dovete ritornare a Milano e ripartire di nuovo da capo per Napoli! Siete e rimanete a 300 Km dal punto di partenza. Ed è da lì che ripartirete non appena la vostra auto sarà stata riparata. Poi, può darsi che durante il viaggio si guasti nuovamente e dobbiate fermarvi ancora, oppure è probabile che abbiate sete o dobbiate andare in bagno e decidiate di fermarvi ad un Autogrill, e più volte vi dovrete fermare, più lungo sarà il viaggio, ma non dovrete mai ricominciarlo da capo! Si tratta solo di risalire in macchina e ripartire. Prima o poi arriverete sicuramente. E lasciate che vi dica una cosa: non c’è niente di male nel fermarsi quante volte lo vogliate.
Credete più in voi stesse che nei fantasmi del vostro passato. E non abbiate paura di fallire ancora. Rialzarsi è sempre possibile, qualora lo vogliate.
martedì 1 luglio 2008
Riempire gli spazi
Penso che chiedersi come riempire gli spazi vuoti nella propria vita dopo che questi erano stati in precedenza riempiti da un qualcosa di sbagliato ma totalizzante sia molto comune. Ma ricordate: solo voi potete rispondere alla domanda su cosa poter fare dopo. E ci sono un sacco di cose che vi stanno aspettando. Ci sono un milione di possibilità a portata delle vostre mani, a partire dalle semplici piccole cose che ogni giorno possono essere fatte. Dovete solo chiedervi una cosa: che cosa voglio davvero per me stessa? È una domanda aperta, con milioni di possibili risposte… ed è proprio questo il bello. Cosa c’è nella tua testa e nel tuo cuore? Quali sono le tue passioni? Cos’è che ti fa stare bene? Vuoi fare nuove amicizie? Vuoi tornare a studiare? Vuoi avvenuturarti nel mondo del lavoro? Vuoi seguire un sogno che hai sempre avuto in un angolino della tua testa? Vuoi avere una famiglia? Vuoi viaggiare, vedere posti nuovi? Ed ecco che arriva l’ovvia conclusione: noi abbiamo tutto il potere di fare quel che vogliamo fare. Certo, però, possiamo porci delle scusanti: è economicamente troppo dispendioso, non ho abbastanza tempo… Tante ragioni possono impedirci di fare quello che vorremo. MA – ed è un grande ma – se vuoi veramente qualcosa, allora non c’è scusa che tenga: datti da fare e prenditela. Chiaro, i soldi non crescono sugli alberi, il tempo è tiranno per tutti e compagnia bella. Ma se vuoi veramente qualcosa, hai tutte le potenzialità per ottenerla. E non lasciare che niente ti fermi dal farlo. Più importante, pensa alle cose che possono farti felice. Inizia magari anche solo con 3 cose. Poi cerca di trovare un modo per realizzarle. Bisogna cercare di riempire gli spazi. Riempi gli spazi. Non c’è carico per questo tipo di riempimento. In bocca al lupo.
lunedì 30 giugno 2008
Help t.A.T.u.!!
I due canali musicali russi più importanti, MuzTV e MTV, si sono rifiutati di trasmettere il nuovo video delle t.A.T.u., 220. Eppure MuzTV ha in passato collaborato molto con le Tatu trasmettendo il reality show “t.A.T.u. Expedition”, mandando in onda il grandioso concerto di San Pietroburgo e tanti altri programmi dedicati al mio gruppo preferito. Ora dicono di non essere più interessati alle t.A.T.u.. Ma io lo sono ancora. E così tutti gli altri fans. E’ necessario perciò iniziare UNA PESANTE RICHIESTA di 220 su MuzTv ed MTV copiando questo messaggio di protesta “Добавьте новый клип группы t.A.T.u. - 220, пожалуйста” e inviandolo ripetutamente a hitlist@muz-tv.ru e top10@mtv.ru. E’ molto importante. Aiutatemi tutti, please!!
Inoltre bisogna votare e richiedere 220 su tutte le radio russe quante più volte possibile. Questa è l’unica cosa che possiamo fare per aiutare le Tatu al momento. Da ciò che ho potuto ricavare dai post di Insider, le televisioni e le radio russe hanno cercato di boicottare il mio gruppo preferito non mandando in onda le loro canzoni poiché sono indipendenti. Dobbiamo richiedere il loro nuovo singolo “220” ovunque in modo che possa entrare in rotazione in tutte le radio e possa tenere testa nelle classifiche. Queste sono le stazioni radio russe più importanti e più famose, ecco di seguito le istruzioni per votare o richiedere 220 in radio.
Russian Radio (la premiere di 220 è avvenuta qui, ma la canzone non è più in rotazione)

http://www.rusradio.ru/air/grammofon/ Far scorrere la pagine in basso e cliccare su “ON-LINE ГОЛОСОВАНИЕ” . Localizzate I due campi a sinistra alla metà della pagina. “Исполнитель”=“Artista”; “Названиекомпозиции”=“Nome della canzone”. Scrivete nei campi vuoti ciò che vi appare nell’immagine qui sopra e cliccate sul bottone rosso “Отправить”(Invia). Il bottone bianco significa “Elimina”.
EUROPA PLUS
http://www.europaplus.ru/index.php?go=Voting100 Selezionate almeno uno degli artisti in lista (non sono presenti le t.A.T.u. purtroppo) e ricopiate «Таtу - 220» nel campo vuoto sotto la lista. Ciccate su “Голосовать”=“Vota”.
D•FM
http://dfm.ru/active/ask/ “Имя”=“Nome”; “Заявка”=“Richiestat” (Copiate «t.A.T.u. - 220» lì). Poi cliccate su “ОТПРАВИТЬЗАЯВКУ” sotto il campo per la richiesta.
HIT FM
QUESTA E’ UNA DELLE RADIO PIU’ FAMOSE IN RUSSIA. NON C’E’ UN CAMPO PER LE RICHIESTE, QUINDI E’ NECESSARIO CHE MANDIATE QUANTE PIU’ EMAIL E’ POSSIBILE ALL’INDIRIZZO: hitfm@hitfm.ru
Il nostro sforzo congiunto dovrebbe essere necessario per far decollare 220 nei canali russi. Per favore, votate e richiedete 220 quante più volte vi è possibile durante la giornata. Grazie!!!!
sabato 28 giugno 2008
Avie!!





Quale vi sembra più carino?
Avete bisogno di un avatar personalizzato? Rivolgetevi a "La bottega photoshoppara degli avie di Veggie"... prezzi modici!!
venerdì 27 giugno 2008
Letter to you all...
Voi siete lontane. E non ci conosceremo mai, ma io vi penso davvero molto speso nella mia vita di tutti i giorni. Quando sono al supermercato, penso a voi. Quando sono in cucina e sto preparando il pranzo, penso a voi. Quando vado a letto, la sera, penso a voi. Quando mi specchio, penso a voi. Siete molto importanti per me.
Certo, non sono qui per salvare nessuno, ma spero di poter aiutare, anche se in piccolissima parte, almeno qualcuno. Non si può aiutare tutto il mondo, mi basta provarci col mio angolo. Devo ammettere che provo un forte senso di colpa (no, non è la parola giusta… forse “una chiamata” è più adatta…) che mi porta a voler aiutare e supportare gli altri. Non penso che questa sia arroganza. Voglio semplicemente dire, in tutta onestà, che ho fatto una lunga strada e so di poter essere di qualche utilità. Chiaramente, non sono perfetta e non ho mai preteso né pretenderò mai di esserlo. L’unica cosa che vorrei è riuscire a far capire che anch’io ho avuto problemi – tanti problemi, grossi problemi – e che adesso le cose stanno andando un po’ meglio, ed è per questo che sento di poter dare qualcosa. Qualcosa. Qualsiasi cosa questo “qualcosa” possa significare.
In un certo senso, in uno strano senso, mi sento come se tutte le difficoltà che ho dovuto affrontare mi sono state poste davanti almeno in parte per una ragione: per poter aiutare gli altri. Così da poter trasformare un’esperienza negativa e distruttiva in qualcosa di positivo. In qualcosa di cui poter essere orgogliosa. Non riesco a spiegarmi meglio, scusate. È piuttosto una cosa che sento, non saprei dirlo altrimenti. Sto uscendo dal mio incubo e comincio a vedere le cose dall’esterno… credo sia un buon modo per cominciare a fare qualcosa anche per gli altri.
Sarebbe molto gratificante per me riuscire a donare anche solo una minuscola goccia di speranza, di aiuto a coloro le quali vite sono ancora devastate come lo è stata a lungo la mia. Questo darebbe un senso a quello che è stato e a quello che vorrei che fosse.
Penso che voi tutte siate incredibili, fantastiche e soprattutto bellissime. Vorrei davvero conoscervi un giorno .
Tutto il mio amore,
Veggie
giovedì 26 giugno 2008
Il capo...
Il capo:
1 - ha ragione
2 - ha sempre ragione
3 - nell'improbabile ipotesi che un dipendente avesse ragione, entrano immediatamente in vigore gli articoli 1 e 2
4 - non dorme, riposa
5 - non mangia, si nutre
6 - non beve, degusta
7 - non è in ritardo, è stato trattenuto
8 - non lascia il lavoro, la sua presenza è richiesta altrove
9 - non legge il giornale in ufficio, si tiene informato
10 - non familirizza con la segretaria, la educa
11 - pensa per tutti
12 - più si pensa come il capo, e più si fa carriera
13 - chi entra nell'ufficio del capo con idee proprie deve uscirne con quelle del capo
14 - è il capo anche quando rompe
martedì 24 giugno 2008
Bisogna tenerle ferme
Eccomi qua, eccomi qua…!! Scusate se non mi son fatta sentire per un po’ in questi giorni, ma sono appena reduce dall’ospedale… Mi hanno flebata un po’… Collasso, capita con questo caldo, ha detto il medico di turno, e io ho fatto sì sì con la testa, dai l’osso al cagnolino, non dirgli quel che non vuole sentirsi dire ma che tu in realtà sai. Sarebbe successo anche in Alaska, ma questa è un’altra storia. Comunque. Non era di questo che volevo parlare, bensì di quello che mi è successo ieri pomeriggio in ospedale, appunto, quando mi hanno mandata “casualmente” a parlare con una ragazza che mi ha detto ha appena frequentato il terzo anno di psicologia e adesso sta facendo tirocinio qui all’ospedale ma che prima di venire qui il tirocinio l’ha fatto in un centro per ragazze con disturbi alimentari. Mi ha parlato delle anoressiche dettagliatamente, spiegandomi che non mangiano, che sono iperattive, che prendono lassativi. È stato semplicemente ridicolo. Io avevo in mano un pezzo di pollo e l’avrei buttato per terra, pestato, le avrei spalmato l’olio in faccia. Ma stavo a sentire. Anzi, peggio, facevo domande. Chiedevo “Ma in che senso, sono iperattive?”. “Ah guarda, loro sostanzialmente dopo i pasti trovano ogni scusa per camminare o correre e allora bisogna tenerle ferme. Perché si vedono grasse, sono scheletri ma si vedono grasse e vogliono dimagrire e allora dopo i pasti camminano o corrono e vanno tenute immobili, e poi non bisogna mandarle in bagno”. “Perché, vomitano?”. “Eh sì, alcune vomitano e allora bisogna tenerle ferme”. “Ma secondo te come mai si sentono così, cosa c’è dietro?”. “Eh, è una malattia”. Veramente interessante, un’analisi profonda, non potevo proprio immaginare. Le ho detto “Ho capito, accidenti. Bè allora buona tesi, anche se mi auguro che tu faccia la specialistica”. E lei “Perché?”. “Ah no, così, perché con la triennale cosa ci fai?” e dentro pensavo “perché io ho incontrato persone con la tua sensibilità inesistente che hanno il potere di uccidere e non sai quanti danni hai già fatto”. Ma non l’ho detto. Vigliacca di sicuro da una parte, dall’altra lei in me ha visto una persona alla quale spiegare cosa fanno le anoressiche e questo mi ha sconvolta. E per una volta non mi è venuto di stare a spiegare cosa si sente realmente, non a lei. Tengo dentro tutto. Lo tengo e non voglio dimenticare nulla. Un giorno mi auguro di scrivere un malloppone e pubblicarlo. O di diventare un medico e poter far qualcosa per le ragazze che soffrono di DCA. Ma non posso farlo se collasso ogni tre due. E se collasso una volta per tutte, ci sarà una persona in meno che può dire almeno in parte le cose come stanno. E va fatto, va fatto perché mi rifiuto di pensare che io sono più malata di lei. Che corro perché mi vedo grassa e allora insomma bisogna che una testa di cazzo mi tenga ferma, e se corro lo faccio così perché mi piace, perché sono matta. No. Non sono matta. E per quanto ancora possa fare cazzate, tutti i giorni e ho un’ansia tremenda e un dolore insopportabile, e mi viene da dire dal profondo del cuore che non sono io ad essere sbagliata. E non lo sono tutte le ragazza che in questo momento stanno vivendo la mia stessa situazione. Per niente. E questo va fatto capire, va urlato, va difeso. Non so neanche da che parte cominciare, ma forse ho già cominciato. E chissà quando finisce.
venerdì 20 giugno 2008
Test 2 (la vendetta??)
Unico! Eccezionale! Divertente! _________! Test autoprodotto!
Dove le domande e i profili ve li fate voi!
Domande test
1 - ___________________?
A - Sì
B - No
C - Un cammello
2 - ___________________?
A - Dipende
B- Che razza di domanda!
C - Alcuni attrezzi da giardinaggio, forse
3 - ___________________?
A - Quattro volte
B - A Milano
C - Magari un criceto
4 - ___________________?
A - "Simpatico. Parla, anche?"
B - "Questa roba è pura dinamite!"
C - "Amici, desiderate ancora un po' di ghiaia?"
5 - ___________________?
A - Fai finta di niente, ma dopo qualche giorno gli estrai un molare con un pugno
B - Fai un'osservazione scortese sulla forma e le dimensioni dei suoi piedi
C - Luca
Soluzioni test
Maggioranza di A
Sei un tipo decisamente _________ e _________ anche se qualche volta gli altri pensano che tu sia un po' __________ . Ma niente paura, con un po' di _________ potrai _______ molti ________.
Maggioranza di B
Le ________ e i ________ per te non sono certo un problema. Ma non esagerare, perchè prima o poi potresti incappare in un _________ . Dedica un po' di tempo anche a ________ e a nuovi _________. Provare per credere!
Maggioranza di C
Bene! Sei una persona _________, __________, __________ e anche un po' _________, il che non guasta mai. Per essere un __________ ora ti manca solo un _________ . Buona fortuna!
giovedì 19 giugno 2008
Curare gli altri per guarire
(Confucio)
Stamattina sono tornata in facoltà per ascoltare il seminario “Il guaritore ferito – Quando il medico si ammala” che mi ha colpito veramente tanto. Un cazzotto nello stomaco, metaforicamente parlando. E un cazzotto bello forte, altrochè. Penso che a parole non riuscirò mai a rendere tutto quello che è stato detto, che si è inciso dentro di me a caratteri indelebili, purtroppo non ho questa abilità… Perciò voglio solo provare a mettere giù qualcuno dei pensieri che mi si agitano per la testa, sperando di riuscire a scrivere qualcosa di più o meno coerente…
“Io sono un prigioniero. Le regole le impone la malattia. Questo è il mio carcere dove sono recluso”
(Gianni Belladonna)
Mi hanno fatto rabbrividire, queste parole. Mi hanno fatto rabbrividire perché sono le stesse che anch’io ho pensato tante volte. Le stesse che stanno dietro la mia scelta di intraprendere la facoltà di Medicina. Le stesso che mi ripeto ogni giorno, soprattutto quando mi sento giù e mi sembra di aver sbagliato tutto, per non perdere la motivazione… per non essere “corrotta”, come ha detto il prof. Francesco Sartori.
Ma lo sapete? Mi sto chiedendo se in passato non mi sono persa qualcosa. Un po’ come quando uno frequenta cattive compagnie e scopre un’altra via incontrando una persona in gamba. Le “cattive compagnie” ci sono state eccome nel mio passato. Ma oggi ho sentito delle persone che sono medici, che hanno sofferto, e che perciò sanno cosa significa stare dall’altra parte del muro. Ascoltando le loro parole, non ho potuto fare a meno di chiedermi: qual è la cosa più giusta/sbagliata, una ragazza che vuole fare il medico per cercare di riparare agli errori commessi su di lei da altri, oppure gli effetti irreversibili di tali avvenimenti, e cioè la paura di commettere quegli stessi errori, di dimenticare tutto, di non riuscire a fare niente di costruttivo? Le ombre del mio passato, forse, potrei anche superarle; ma è possibile superare la messinscena del proprio castigo? E poi, soprattutto, ho provato un’altra cosa, un sentimento nuovo. Ascoltando queste persone, la narrazione della loro esperienza e della loro sofferenza, e specialmente intuendo quanto facesse loro bene raccontare tutto il loro vissuto, ho capito un’altra cosa: ho capito che per tanto tempo io ho sofferto perché non potevo fare del bene a nessuno attorno a me. Ho capito che ce l’avevo con la mia famiglia perché non sapevo come essere utile, perché sentivo di non poter fare niente per loro, perché li facevo soffrire e non riuscivo a cambiare niente. Eravamo troppo distanti, e io ero troppo debole. Io vedevo il loro dolore, ma non ero capace di curarli, e così anch’io ero sofferente quanto loro, ma non lo vedevo. È stato solo quando sono passata nelle mani di medici incapaci di curarmi che mi sono accorta che ero malata. Ed è stata forse questa la spinta, quel che mi ha portato a pensare: “Non posso curarmi punendo gli altri. Forse devo ripensare a tutte le mie menate di questi ultimi anni. Tra l’altro, devo pure ammetterlo: non ho più tanta voglia di morire, ho voglia di andare avanti e poter fare qualcosa per qualcun alto come me”. Bè, certo, tuttora non mi presento dicendo: please, help me, sono una ragazza con tendenze suicide. Al contrario, ho voglia d’impegnarmi per riuscire a dare quello che io non ho avuto nel momento del bisogno. Ho avuto la fortuna di essere ancora qui, nonostante tutto. Che diritto ho di lasciar passare tutta questa fortuna senza far niente? Boh, non ne ho idea. In fin dei conti, la storia dei miei ultimi 6 anni potrebbe essere una sorta di racconto tragicomico. Ci sono persone incompetenti e persone valorose, va bene così!, avevo pensato, ma poi che tristezza! Finiscono sotto la pioggia! Non so più cosa pensare. Per un momento, credevo di aver trovato la mia vocazione; credevo di aver capito che per curarmi dovevo curare gli altri, solo quelli “curabili” però, quelli che possono essere salvati, invece di tormentarmi perché non riesco a salvare il mondo. Ma poi ho capito che sbagliavo. Che dovevo semplicemente essere me stessa, con il mio bagaglio di esperienze e il mio carattere. Con la mia voglia di cambiare qualcosa e la mia determinazione, una determinazione da rivolgere una volta tanto in positivo e non verso la distruzione di me stessa. Allora, cos’è, mi sono chiesta quel di Luglio 2007, dovrei fare il medico? Oppure la fumettista? Tendere verso gli altri una mano e stringergliela stretta. Facendogli sentire che non sono soli, che "I have felt the same, as you, I've felt the same". In fondo è un po’ la stessa cosa, no?
mercoledì 18 giugno 2008
Just rewind...
Why can't we just rewind? If only we could turn back time...
... solo, adesso mi chiedo se per te la parola AMICIZIA ha un qualche significato o è semplicemente un'accozzaglia di 8 lettere...
martedì 17 giugno 2008
Alla ricerca degli istanti
Stamattina stavo facendo colazione e guardavo il vaso da fiori sul bancone della cucina. Mi pare che non stessi pensando a niente. E forse è proprio per questo che l’ho notato. Probabilmente, se fossi stata presa da qualcos’altro, se la cucina non fosse stata silenziosa, non avrei fatto abbastanza attenzione. Ma ero sola e vuota. E quindi ho potuto accoglierlo. C’è stato un rumore lieve, cioè, un fremito dell’aria che ha fatto shhhhh molto piano: era un bocciolo di rosa con un pezzettino di stelo spezzato che cadeva sul bancone. Nell’attimo in cui ha toccato il piano si è sentito pof, un pof tipo ultrasuono, solo per orecchie di cane o orecchie umane quando tutto è molto silenzioso. Sono rimasta lì, col cucchiaino a mezz’aria, completamente catturata. Era stupendo? Ma cosa c’era di tanto stupendo? Non ci potevo credere: era solo un bocciolo di rosa all’estremità di un pezzettino di stelo spezzato e caduto sul bancone. E quindi? L’ho capito quando mi sono avvicinata ed ho guardato il bocciolo, immobile una volta conclusa la sua caduta. È una roba che ha a che fare con il tempo, con lo spazio. Oh, certo, è sempre bello un bocciolo di rosa che cade con grazia. È così artistico: verrebbe voglia di dipingerlo! Guardando lo stelo e il bocciolo cadere, ho intuito in un millesimo di secondo l’essenza della Bellezza. Sì, proprio io, ho avuto questa fortuna inaudita, perché stamattina c’erano tutte le condizioni favorevoli. È una questione di tempo e di rose. Il bello è ciò che cogliamo mentre sta passando. È l’effimera configurazione delle cose nel momento in cui ne vedi insieme la bellezza e la morte. Questo significa che è così che dobbiamo vivere? Sempre in equilibrio tra la bellezza e la morte, tra il movimento e la sua scomparsa? Forse essere vivi è proprio questo: andare alla ricerca degli istanti che muoiono…
domenica 15 giugno 2008
Sono sempre in guerra per trovare la mia pace
Sono sempre in guerra per trovare la mia pace
Una bomba interiore, che lo si voglia o meno
È chiaro che mi faccia paura e che mi allarmi
Perché è temibile come qualsiasi altro tipo di veleno
Perché distrugge come tutte le altre armi
La pistola è carica, il mio petto langue
Tra il proteggermi e il combattermi troppe energie
Disperdo
Il volto, i capelli sono ricoperti di sangue
È una guerra con me stessa per cui se vinco
Perdo La difesa ed i nemici spesso si confondono
Negli occhi vige un fastidioso ed irritante bruciore
Se richiamo i miei soldati, questi non rispondono
Non ci sono alleati
Se la battaglia è interiore Da una parte uso la fionda
Dall’altra un cappio stretto
Mentre un occhio fa la ronda
L’altro resta a letto È un conflitto delirante che sa solo infondermi
Un senso di impotenza anche dentro al carro armato So dove trovarmi perché so dove andrò a nascondermi
E m’inseguo inutilmente senza fiato Istinto di sopravvivenza contro istinto di autodistruzione
Generano una guerra nel suo dramma comica
Da una parte mi difendo, dall’altra ho l’ambizione
Di gettare dall’aereo la spaventosa Atomica La tenda dei compagni è mostruosamente vuota
E squarta i tramonti come fosse un vessillo
Sciorinato in un delirio di origine a me ignota
Che si trasforma nella mente nel millesimo assillo Probabilmente l’io-comandante inseguiva un’illusione
Probabilmente l’io-dominante non ha trovato soluzione
O forse semplicemente un io-mostro mi ha assediata
E nei suoi occhi - pur essendo i miei - non mi sono identificata In una mano tengo il cerino
dall’altra è pronto l’estintore
mi sento solo un moscerino
che ronza il suo dolore E pur essendo la mia fatica indecifrabile e spietata
Chi mi guarda mi vede folle, troppo fragile
E bloccata L’io-nemico mi ferisce e mi sotterra
L’io-altro risponde pronto e tenace
L’io-stanco vorrebbe ribellarsi a questa guerra
E quello che prevale alla fine è l’io-incapace Così che quando al crepuscolo mi piego
Sopra le zolle, distrutta da uno sforzo ignobile
Senza un dio e senza un uomo nonostante tutto prego
Chiedendo a me di non rimanere così
Immobile Poi vado al fuoco a riscaldare la solitudine
Per ogni arco preparo qualche freccia
Mangio un po’ d’aria, come consuetudine
Per perdere la linfa e far restare
La corteccia E il giorno dopo, il giorno dopo l’assedio
Ed io pronta a pararmi e poi colpirmi
Nella ricerca di un inutile rimedio
Per far dire a me stessa ciò che mai ho saputo dirmi E c’è caos tra gli orizzonti rossi delle trincee
Dove corro per trovare riparo
E tutto questo confonde anche le mie idee:
se lotto contro di me
se non a me
a chi sparo?
E sono sempre qui. Ma lotta, la lotta che intendo, non è questa. La lotta che intendo è la quotidiana accettazione della bellezza disarmonica di ciascuno di noi contro mille e poi mille resistenze. È la corsa forsennata verso farfalle che non si lasciano acchiappare. Tra pietre e farfalle, pur di avere “qualcosa subito”, in questo mondo che corre troppo, si possono raccogliere pietre all’infinito, riempirsi di immobilità e di morte all’infinito, in fondo sono più accessibili, non volano via, sono molto più rassicuranti. Ma la vita è qualcosa che sguiscia, che vuole essere inseguita, è qualcosa di leggero e fragile, solo sfiorarle un’ala può comportare la fine del suo volo. Eppure la morte non riempie mai. Lascia un vuoto simile al buco allo stomaco. Credo che sia la vita ciò di cui tutti si ha fame.
venerdì 13 giugno 2008
giovedì 12 giugno 2008
Я сошла с ума

Я сошла с ума, я сошла с ума
Мне нужна она, мне нужна она
Я сошла с ума, я сошла с ума
Мне нужна она, мне нужна она
Я СО-ШЛА С У-МА
Меня полностью нет,
Абсолютно всерьез.
Ситуация help.
Ситуация SOS.
Я себя не пойму
Ты откуда взялась
Почему, почему?
На тебя повелась
Выключается свет
Я куда-то лечу
Без тебя меня нет
Ничего не хочу
Это медленный яд
Это сводит с ума
А они говорят - виновата сама
А они говорят - виновата сама
Я сошла с ума, я сошла с ума
Мне нужна она, мне нужна она
Я сошла с ума, я сошла с ума
Мне нужна она, мне нужна она
Я СО-ШЛА С У-МА
МНЕ НУ-ЖНА О-НАААА
Без тебя я не я
Без тебя меня нет
А они говорят,
Говорят это бред
Это солнечный яд
Золотые лучи
А они говорят
Надо срочно лечить
Я хотела забыть до упора и вниз
Я считала столбы и растерянных птиц
Без тебя меня нет, отпусти. отпусти.
До угла по стене, мама-папа прости..
Я сошла с ума, я сошла с ума
Мне нужна она, мне нужна она
Я сошла с ума, я сошла с ума
Мне нужна она, мне нужна она
Раз, два после пяти
Ма-ма папа прости
Я со-шла с у-ма
Раз, два после пяти
Ма-ма папа прости
Я со-шла с у-ма
Я сошла с ума, я сошла с ума
Мне нужна она, мне нужна она
Я сошла с ума, я сошла с ума
Мне нужна она, мне нужна она
Я сошла с ума, я сошла с ума
Я сошла с ума, я сошла с ума…
E qui la mia traduzione… anche se con il russo sono un po’ carente, spero possa essere ritenuta abbastanza attendibile! Se qualcuno ne avesse una migliore, è caldamente pregato di postarla nei commenti!

Ho perso la testa, ho perso la testa
Ho bisogno di lei, ho bisogno di lei
Ho perso la testa, ho perso la testa
Ho bisogno di lei, ho bisogno di lei Ho perso la testa...
Sono totalmente andata
È assolutamente serio
Situazione SOS
Situazione AIUTO
Non riesco a capire me stessa
Da dove sei apparsa?
Perchè, perchè?
Ho creduto in te?
La luce si sta spegnendo
Io volo da qualche parte
senza di te io non esisto
non voglio niente
Questo è un veleno lento
Questo mi sta facendo impazzire
e loro dicono – lei stessa è colpevole
e loro dicono – lei stessa e colpevole
Ho perso la testa, ho perso la testa
Ho bisogno di lei, ho bisogno di lei
Ho perso la testa, ho perso la testa
Ho bisogno di lei, ho bisogno di lei
Ho perso la testa...Ho bisogno di lei...
Senza te non sono me stessa
Senza te io non esisto
Ma loro dicono,
dicono che questo è un delirio
Questo è un veleno soleggiato
Raggi dorati
E loro dicono
Bisogna immediatamente curarla
Io volevo dimenticare, da ora in avanti,
Ho contato le colonne
E gli uccelli smarriti
Senza te io non esisto
Lasciatemi andare, lasciatemi andare
Mamma, papà, perdonatemi…
Ho perso la testa, ho perso la testa
Ho bisogno di lei, ho bisogno di lei
Ho perso la testa, ho perso la testa
Ho bisogno di lei, ho bisogno di lei...
1,2 vai fino al 5
Mamma, papà perdonatemi
Ho perso la testa...
1,2 vai fino al 5
Mamma, papà perdonatemi
Ho perso la testa...
Ho perso la testa, ho perso la testa
Ho bisogno di lei, ho bisogno di lei
Ho perso la testa, ho perso la testa
Ho bisogno di lei, ho bisogno di lei
Ho perso la testa, ho perso la testa,
ho perso la testa, ho perso la testa...
martedì 10 giugno 2008
No al lieto fine!

Sei il "cattivo" di turno? Per non farti fregare dai soliti "buoni" che alla fine vincono sempre, ecco alcune regole per evitare il lieto fine.
1) Quando catturerò il mio avversario e mi chiederà: "Visto che devo morire, mi spieghi perchè lo stai facendo?", gli dirò: "NO!" e gli sparerò. Anzi, sparerò e poi dirò "NO!".
2) Non userò mai bombe con quadrante visibile, e comunque le farò scoppiare al numero 372, quando ancora l'eroe crede di avere tempo e fa il bullo con la ragazza di turno.
3) Non vorrò mai togliermi lo sfizio di eliminare personalmente un mio rivale. Ci manderò sempre e solo i miei uomini.
4) Se resterò solo davanti all'eroe supplicandolo di risparmiarmi, e lui si mostrerà clemente e si girerà per andare via, non mi getterò sulla prima arma che vedo cercando di sparargli alle spalle: resterò fermo a far finta di piagnucolare finché non è andato via.
5) Ordinerò alle mie truppe di attaccare l'eroe in massa, non rimanendo in cerchio intorno a lui e attaccando uno alla volta.
6) Non dirò alle mie truppe "Lo voglio vivo!", ma qualcosa tipo "Accoppatelo subito!".
lunedì 9 giugno 2008
L'esame d'Istologia...
Pare proprio che alla fine, anche se nesuno c'avrebbe scommesso su (ed effettivamente, conoscendomi...), ce l'abbia fatta... io stessa fatico a rendermente conto, figuriamoci! ^^"
Fatto, fatto, fatto!!! E ho beccato pure l'Auletta d'Istologia... che donna, eh?! Applausi, grazie... se consideriamo che fino a ieri sera non sapevo se dovevo andare al Cubo o dentro l'ospedale... ma non potevano scriverlo direttamente che "Auletta di Istologia" sta per "stanza dove siamo sempre andati a fare le esercitazioni coi microscopi"??! Sarebbe stato tanto più semplice... Comunque... Sono riuscita ad arrivare al posto giusto, e persino un quarto d'ora prima dell'orario ufficiale d'inizio esame, quindi ero talmente gratificata che anche se avessi segato l'esame non me ne fregava più nulla! No, sto scherzando... Comunque, tra quelli che lo tentavano e quelli che lo venivano a vedere, c'era veramente un botto di gente! O_o Persino una ragazza del 2° anno che mi ha detto che l'aveva già dato ma non aveva accettato il voto - spero che questa volta sia stata stroncata, la odio la gente con la puzza sotto il naso così, figlie di papà che possono parcheggiarsi all'università per tutto il tempo che vogliono, tanto la famiglia paga... Io, invece, il mio voto l'ho accettato eccome (anche perché per me dal 18 in su van bene tutti...) sopratuttto perchè un voto come quello non l'avrei più ripreso, per cui... anche l'esame di istologia è fatto!!
Quindi, qualche suggerimento per chi tenterà quest'esame ai prossimi appelli (augurandogli già da ora "in bocca al lupo"!) sulla base di quella che è stata la mia esperienza. Preciso che sono stata interrogata dalla Faussone, quindi non so se quello che dirò vale anche per la Vannucchi e il Romagnoli... Per quanto riguarda il vetrino, c'è da esercitarsi soprattutto nella parte descrittiva: immaginate di avere davanti un quadro (non che ci sia molta differenza, pensando all'arte moderna, in effetti...), e descrivete tutto quello che vedete: forma delle cellule, disposizione, presenza di nucleo/nucleolo/organuli, matrice (se c'è...), fibre, colori del tutto. Non importa che azzardiate di che tipo di cellule si tratta. Fondamentale è che riusciate a caratterizzarle! Una volta individuato il tipo di tessuto a cui appartengono quelle cellule, sapete già quale sarà la domanda di Istologia che vi verrà fatta: una domanda molto generale su quel tessuto stesso. Da qui si parte, e la domanda di Citologia è molto spesso connessa alle peculiari caratteristiche delle cellule che appartengono a quel tessuto. Per fare un esempio, nel mio caso, avendo detto che negli assoni dei neuroni è molto sviluppata la componente microtubulare, la domanda di Citologia è diventata: parla dei microtubuloi e delle alte componenti del citoscheletro. Si va molto per associazione quindi... La parte peggiore, per me, è stata Embriologia... La Faussone era esigentissima e scendeva molto nei particolari (che io non sapevo, ehe...), ma forse è solo perchè la parte di Embriologia l'ha spiegata lei e quindi ci teneva di più... Data l'esperienza, comunque, consiglio di studiare bene sul Larsen tutti gli argomenti di Embriologia svolti a lezione! Senza fidarsi assolutamente delle parole della prof che diceva "Richiedo le cose che dico, vi bastano gli appunti..."... si, vi bastano per segare! Per concludere, volevo solo aggiungere che, nonostante tutto, non è un esame tremendo come gira comunemente voce. Sì, è un esame difficile soprattutto per la mole di roba da studiare, nonché per il lessico specifico che richiede, ma i professori non sono così terribili: per lo meno, con me la Faussone è stata gentile... quando le ho detto che su certi argomenti più di tanto non le sapevo dire, non è stata insistente nè umiliante... (cosa che invece ho sperimentato essere estremamente gradevole con altre professoresse... immagino che sappiate a chi mi riferisco...). Ultima cosa, a proposito di vetrini... Vi linko un sito che io ho usato per esercitarmi sui vetrini e che mi è risultato molto utile:
http://www.vete.unipg.it/atlante/atlante.html
... spero che possa aiutare anche voi!! ^_^
Ora seppelliamo il Monesi, il Larsen e l'atlante dei vetrini ad almeno 20 metri di profondità sotto terra e dimentichiamo tutto!! :-P
E adesso, visto che l'esame d'Istologia - oltre a Informatica, che però è una cosa completamente diversa ^-^ - era l'ultimo che mi mancava per terminare gli esami del 1°anno... vacanze!! (Anche se devo pur continuare ad andare a lavoro...) Ma per lo meno gli esami sono finiti! Però sono stata talmente impegnata che, nel caos totale, praticamente le cose succedevano senza che me ne rendessi conto, come se fossi stata in trance, e non mi capacito per niente che anche l'esame di Istologia sia andato. Mi sento incompleta... All'improvviso mi ritrovo a vivere una vita senza libri universitari, nè appelli, nè esami...
sabato 7 giugno 2008
Tutorial su Windows Movie Maker
Premessa 2 (la vendetta(?)): fino a 2 giorni fa non sapevo neanche esattamente cosa fosse un tutorial.
Ovvia conclusione: se in questo tutorial non ci si capisce un cippa, è perfettamente naturale. Non è un problema vostro. Magari se cercate su qualche sito Internet specializzato, ne troverete milioni di migliori… (sicuramente trovarne di peggiori sarà ben difficile…)
Se non altro, una constatazione di partenza che vi ritirerà su l’autostima qualora arrivaste fino in fondo a leggere e vi rendeste conto di non averci inzuppato proprio niente: IO so usare questo programma. Se l’ho imparato IO (e l’ho imparato da autodidatta, per “prove ed errori”, come avrebbe detto Thorndike), state pur tranquilli che lo potete imparare anche voi. Dev’essere una cosa micidialmente facile, sennò non ci sarei mai riuscita, fidatevi. Dunque, dato che lo so fare IO, voi lo imparerete sicuramente. Forse non da qui, ma insomma…
Tanto per cominciare, si apre il programma ciccando in sequenza su: Start -> Programmi -> Windows Movie Maker. Fatto questo, vi ritroverete davanti a questa pagina:
In questo modo potete già visualizzare quelle che sono le parti fondamentali di cui si compone il programma: sulla sinistra trovate
che vi consentirà – poi vi spiegherò come – di importare le immagini, i frammenti di video e le canzoni per il filmato che intendete realizzare.
Al centro invece c’è
dove verranno ad essere collocate le immagini, i frammenti di video e le canzoni che avrete importato.
A destra invece troviamo quest’ “anteprima”
che consente di visualizzare lo stato del filmato man mano che lo realizzate e vi dice per quanto tempo permane ogni immagine nel filmato, nonché la lunghezza complessiva del filmato stesso.
Infine, nella parte inferiore, troverete
che si può presentare, cliccando sul tasto “Mostra sequenza temporale”, anche in questa forma
(cliccando poi su “Mostra storyboard” sarà possibile ritornare alla versione visualizzata precedentemente).
E questo per chi non avesse mai usato questo programma e non sapesse proprio ci cosa si tratta, giusto per avere una prima idea.
Veniamo dunque alla realizzazione del filmato.
Step 1: Come mettere le immagini.
Per inserire le immagini nel filmato, cliccate sull’icona di sinistra su “Importa immagini”. Vi si aprirà una finestra del tutto analoga a quella che si apre con Word quando volete aprire un
documento. Scegliete la cartella che contiene le vostre immagini, cliccate sull’immagine che volete
importare, poi fate click sul tasto “Importa”. L’immagine verrà così visualizzata nello spazio
centrale, così
Ripetete l’operazione per tutte le immagini che vi servono per costruire il vostro filmato. Quando avrete importato tutte le immagini necessarie, che a questo punto saranno visualizzate in ordine nello spazio centrale, trascinatele una dopo l’altra, nell’ordine che volete, nelle caselle dello storyboard sottostante
così avrete la sequenza di immagini che volete mettere nel vostro video. Contemporaneamente, il programma automaticamente visualizzerà queste stesse immagini nell’anteprima di destra: se cliccate sul PLAY della stessa, ve le farà vedere in sequenza. Questo è il primo abbozzo del video.
Se poi nel vostro video non volete mettere solo immagini ma anche frammenti di altri filmati, allora dovete passare allo
Step 2: Come mettere i frammenti di video.
Si procede in maniera molto simile a quanto già fatto per le immagini. Questa volta cliccate
sull’icona di sinistra su “Importa video”. Analogamente a prima, si aprirà una finestra che vi
permetterà di scegliere il video contenuto in una vostra cartella. Cliccate sul video e poi su “Importa”: il programma, automaticamente, frammenterà il video in tante clip della durata di
una decina di secondi ciascuna, che vi farà visualizzare sempre nello spazio centrale. Scegliete le clip che vi interessano e, come prima, trascinatele nelle caselle dello storyboard sottostante. A questo punto il vostro video sarà composto sia di immagini, sia di frammenti di filmato, nell’ordine in cui voi avrete deciso di metterle.
Okay, okay, già lo so cosa state per chiedermi: e per introdurre del testo nel video, come si fa?
Bene, andiamo allo
Step 3: Come inserire testo scritto nel video.
Cliccare sullo storyboard la diapositiva subito prima/subito dopo/sulla quale volete inserire il testo, poi fate click nell’ordine, su: Strumenti -> Titoli e riconoscimenti così vi uscirà questa finestra
Selezionate l’opzione che corrisponde alla posizione dove volete inserire il testo, e vi si aprirà
quest’altra finestra
Sulla casella di testo potrete scrivere il messaggio che intendete aggiungere al video. A questo punto potete decidere quale animazione volete dare al titolo, di che colore deve essere lo sfondo, le parole, e il font delle stesse. Per fare questo, cliccate su “Cambiare l’animazione del titolo” e vi comparirà questa finestra
dove potete scegliere l’animazione da dare al testo, che viene mostrata sull’anteprima a destra.
Cliccando invece su “Modificare il colore e il carattere del testo”, si aprirà quest’altra finestra
dove potrete cambiare font, colore, dimensioni, trasparenza del testo, nonché colore dello sfondo.
Quando siete soddisfatti del risultato, fate click su “Fine. Aggiungi il titolo al filmato”. Una nuova diapositiva con su scritto il vostro testo comparirà così automaticamente sullo storyboard nella posizione da voi desiderata.
Immagini, frammenti di video, testo. Cosa manca per completare il filmato? Ma ovviamente lo
Step 4: Come mettere musica di sottofondo.
Tornando alla solita icona di sinistra, cliccate su “Importa audio o musica”. Al solito, si aprirà una finestra dalla quale potrete sfogliare le vostre cartelle e scegliere la canzone che volete usare come colonna sonora del video. Cliccateci sopra e poi su “Importa”. (Nota bene: tecnicamente sono supportati diversi formati audio. L’esperienza mi ha insegnato che solo gli MP3 lavorano
bene. Provando ad importare altri formati, la cosa più carina che può succedere è il blocco
completo del PC…). Un’icona raffigurante la canzone comparirà nella zona centrale, così
trascinate l’icona della canzone sopra la diapositiva dello storyboard dalla quale volete s’inizi a sentire la musica (non dev’essere necessariamente la prima…). Automaticamente, dopo aver
eseguito il trascinamento, lo storyboard passerà alla versione “Sequenza temporale”. Don’t worry: basta cliccare su “Mostra storyboard” e tornerà tutto come prima. (Quindi non fare come me che, quando mi successe per la prima volta, sicura di aver rovinato tutto il lavoro fino ad allora eseguito, incazzata nera, chiusi il programma. Naturalmente senza salvare…)
Non vi preoccupate: a questo punto il vostro filmato è quasi pronto. Di tanto in tanto, se vi va, potete rivedervelo (e riascoltarvelo) grazie all’anteprima presente sulla destra. Intanto che ve lo rivedete, passo allo
Step 5: Come dare alle diapositive gli effetti e le transizioni.
Partiamo dagli effetti da dare alle diapositive, per esempio se volete che le immagini vi appaiano in bianco e nero, oppure come se fossero invecchiate, o translucide, e così via… Per fare questo cliccate su Strumenti -> Effetti video. Così al centro dello schermo vi si aprirà questa finestra
ci sono tanti effetti diversi che potete dare: scegliete quello che più vi piace, e poi trascinatelo sulla diapositiva dello storyboard sottostante a cui volete conferire quell’effetto. Ad ogni diapositiva si possono assegnare fino a 2 effetti diversi.
Se invece volete variare la modalità di transizione del video tra un’immagine e l’altra, fate click su Strumenti -> Transizioni video. Vi si aprirà così questa finestra
anche in questo caso potete scegliere la tipologia di transizione che preferite. Per introdurla nel video, trascinatela nel rettangolino a forma di freccia compreso tra una diapositiva e l’altra nel sottostante storyboard. Nell’anteprima di destra, come al solito, vi verrà mostrato l’effetto di transizione che avete scelto.
Ragazzi miei, è fatta! Una volta che il filmato è completato, passate all’icona sulla sinistra e cliccate su “Salva su computer”. Il meccanismo di salvataggio è analogo a quello che si segue quando si salva un documento su Word. Il formato in cui il filmato verrà salvato è WMV, che può essere trasposto in AVI o simili grazie ad un convertitore (non devo spiegarvi pure come si usa un convertitore, vero?!)
Ma non posso staccare senza prima aver fatto 2 precisazioni:
A) Come variare i tempi di durata delle immagini?
Nel senso che, quando trascinate un’immagine o mettete del testo nello storyboard, è il programma che, automaticamente, gli stabilisce un tempo di durata (generalmente tra i 5 e i 10 secondi). Se però voi volete che quell’immagine rimanga nel video più o meno a lungo, procedete così: sulla porzione inferiore dello schermo cliccate su “Mostra sequenza temporale”: così vi
vengono visualizzate tutte le diapositive l’una a fianco all’altra, con la linea subito al disopra che vi indica il tempo di durata di ciascuna diapositiva. Bene, per allungare la permanenza di un’immagine, portatevi sul margine sinistro dell’iconcina, e quando vi appare una freccia rossa a doppia punta, cliccate e tenendo premuto il tasto del mouse trascinate il margine verso destra: al disopra la linea del tempo vi indica quanto tempo viene a durare quell’immagine. Se invece volete accorciare la permanenza, agite allo stesso modo, solo che anziché trascinare il margine verso destra, lo trascinate verso sinistra.
B) Come annullare l’audio di un frammento di video a favore della colonna sonora del proprio filmato (o viceversa?)
Per fare questo cliccate su: Strumenti -> Livelli audio e vi apparirà questa icona
Bè, penso che sia veramente tutto. Non è terribile, no?! Sì, lo so che con le mie indicazioni non ci avete capito nulla, ma non è difficile, ve lo assicuro… Che altro dire? Spero di vedere presto qualche vostro video su YouTube!!
venerdì 6 giugno 2008
10 cose da non dire a voce alta durante un esame scritto
* Raga, avete per caso trovato un bigliettino con gli appunti?
* Prof, la smetta di sbirciare!
* Ah, ah, ah! Ma questo compito è uguale a quello di tre appelli fa!
* Prof, si può spostare? Non leggo gli appunti che ho segnato sulla lavagna!
* Prof, ho paura del foglio bianco...
* Prof, temo che ci abbia consegnato un compito per una classe elementare.
* Scusi, prof, se finisco prima il compito mi fa dare un occhio alla copia di "Playboy" che ho nascosto prima nello zaino?
* Prof, scusi, mi rendo conto che la cosa non le farà piacere, ma ci ha appena consegnato 120 copie del suo contratto di spogliarellista.
* Prof, le dispiace se sviluppo il compito in elfico?
P.S.= Sto lavorando ad un "minitutorial" sull'utilizzo del programma Windows Movie Maker... Spero di riuscire a pubblicare qualcosa al riguardo nei prossimi giorni... Non assicuro niente sul risultato, però, eh...
mercoledì 4 giugno 2008
UNA COSA IMPORTANTE!!
martedì 3 giugno 2008
Dangerous and Moving
Grazie, grazie, grazie GRAZIEEEEE tesorina mia!!!!!
…che, tra l’altro, spiega una cosa che io finora non avevo spiegato, ovvero da dove sbuca il nome del mio blog. Scommetto che, conoscendomi, avevate pensato tutti subito al titolo dell’ultimo album nonché dell’omonima canzone delle t.A.T.u., vero? Bè, non è proprio tutto qui…
“Ma ciao, stellina! Eccomi qua, finalmente con una 10ina di minuti a disposizione per poterti scrivere. Innanzitutto, chiedo venia: lo so, era un pezzo che mi avevi detto di questo tuo blog, ma solo adesso ho trovato il tempo di visitarlo… non me ne volere, son stata davvero superimpegnata! Volevo pure lasciarti un commento, solo che a quanto pare se non hai l’account in Google (o qualcosa del genere, credo…) non te lo fa postare, e allora ti scrivo tramite mail. Non per farti i complimenti, per dirti ma quanto sei stata brava, ma che carino, e poi eri tu quella che non sapeva neanche accendere un PC, ma guarda un po’ che sei riuscita a fare… no no, niente sviolinata, se ti piace ti metti davanti a uno specchio e te la fai da sola. Volevo semplicemente dirti GRAZIE. Grazie per aver pensato ancora una volta a me. Leggere il tuo blog mi ha resa felice… ma più di tutto vedere il titolo che gli hai dato: Dangerous and Moving. Te ne sei ricordata, vero?! Sì, te ne sei ricordata. E anch’io me ne sono ricordata. Credo che non lo potrò mai dimenticare. Quel pomeriggio in cui ci è stato messo un foglio in mano e ci è stato detto: descrivete i vostri amici in non più di 3 parole. Il tuo nome era in cima alla mia lista. Ma quando l’ho riempita, è stato l’unico accanto al quale ha continuato a troneggiare uno spazio vuoto. Perché, come si fa a descriverti in 3 parole? Ce ne vorrebbero milioni, e ancora non basterebbe, è stata la prima cosa che ho pensato. Per gli altri, non so, era stato abbastanza facile. Ma per te era diverso. Ci ho pensato e ripensato, e non mi veniva in mente niente. E quando ero lì lì per tracciare una riga sul tuo nome e far finta di niente, mi è balzato in testa all’improvviso. E ti ho descritta. Lì, inchiodata sul foglio, e addirittura con 2 parole anziché con 3. Come avrebbe detto il prof. Tempi, se puoi dirlo con poche parole, dillo con poche parole. Dangerous & Moving. Semplicemente. Perché è esattamente così che sei. Non credo sia un caso se le t.A.T.u. sono le tue cantanti preferite. Poiché sono state loro a scrivere questa canzone, questa canzone che ti definisce, questa canzone che sei anche tu. E tu sei così, precisamente così, esattamente così, perfettamente così. Dangerous & Moving. Quella luce che ti brilla negli occhi ogni tanto, il modo in cui salti sulla tua Multipla come fosse una Ferrari e schiacci l’acceleratore fino in fondo, fendi il vento, e quando stringi tra le mani il mozzicone di quella sigaretta e pensi no no no no ma poi finisce sempre per essere sì, e poi non si sa che fai, se mangi, non mangi, o hai già mangiato e corri, e stringi il trincetto e la lama scintilla fredda come il tuo sguardo, e poi quando sorridi ma chi lo sa mai cosa ti passa per la testa, magari stai per mordere, per morderti la coda nel tuo eterno girotondo, e ti attacchi ai k-way, e di nuovo salti in auto per andare, come fai sempre tu, a

She takes it all away
But never gives it back
And this is what you say
Her lies are yelling back
And this is how she moves
And this is how she sways
That danger is the truth
She dies and comes again
Obstacles and signs
Perilous and looming
Dangerous and moving
Dangerous and moving
Obstacles and signs
Perilous and looming
Dangerous and moving
Dangerous and moving
No mercy for the lost
No soothing for the sad
The line is ever crossed
She is a living dead
And this is how she moves
And this is how she sways
That danger is the truth
She dies and lives again
Obstacles and signs
Perilous and looming
Dangerous and moving
Dangerous and moving
Obstacles and signs
Perilous and looming
Dangerous and moving
Dangerous and moving
lunedì 2 giugno 2008
Il primo post del mese
A questo punto sono finiti i corsi all'università (e menomale perchè a fare la pendolare e perdere treni e tram perennemente in ritardo non ci si faceva più... ^^"), e bisogna iniziare la preparazione per gli esami, o meglio per l'ESAME (che sarebbe Istologia, l'esame per antonomasia...). Questo semestre è stato un sacco all'insegna dello studio, quindi dopo che avrò dato e passato Istologia (cioè tra 4 o 5 anni in previsione ottimistica...) voglio concentrarmi sul lavoro e sui miei hobby. Naturalmente m'impegnerò comunque nello studio...
Ad ogni modo... Stamattina, alla "Lidl", il supermarket tedesco, ho comprato dei corn-flakes. Una scatola conteneva 2 pacchetti, ed entrambi erano belli pieni, al punto che la confezione era gonfia, eppure costava circa 1.50 Euro... Non finiscono nemmeno se li mangi tutti i giorni. Le scatole italiane sono mezze vuote: li mangi 3 volte e addio... Fate qualcosa al riguardo!!!
Comunque adesso devo preparare l'esame d'Istologia, quindi mi butterò a capofitto nello studio (bè, senza esagerare...)
Infine un disegnuccio tanto per iniziare bene il nuovo mese...
sabato 31 maggio 2008
Video del live!!
Not gonna get us - la mia perferita (almeno in questo periodo) tra le loro canzoni...
http://it.youtube.com/watch?v=Pgjqk812YVQ
30 Minutes - che esordì come singolo con un video che è un qualcosa di fantastico...!
http://it.youtube.com/watch?v=NfXwIpMcbNc
Friend or foe - una canzone che in questo momento vorrei tanto dedicare ad una certa persona...
http://it.youtube.com/watch?v=rVlC_8NPc2E
220 - in russo(!) E' uno dei 2 singoli con cui presenteranno il loro nuovo album, già uscito in Russia e di prossima uscita anche sul mercato europeo
http://it.youtube.com/watch?v=oP4BK6DGhhk
E per gli appassionati, non potevano certo mancare i link che, in sequenza, permettono di ascoltare l'intero live!! (P.S.= Io sono una di quelle cha saltella, canta, strilla, si esagita, dà spintoni alla povera cameraman di turno...)
http://it.youtube.com/watch?v=uvWWuwrrwnk
http://it.youtube.com/watch?v=zK9KfQEs2Ok
http://it.youtube.com/watch?v=KIJSe0HEtb0
http://it.youtube.com/watch?v=dcL5TWpyHgY
http://it.youtube.com/watch?v=ptUZ9fIoLUU
... e così anche Maggio è agli sgoccioli, anzi, è sgocciolato! ^^" Ci vediamo a Giugno, allora, continuate a leggermi su questo blog, se vi va...!
giovedì 29 maggio 2008
Cosa fare dopo le superiori?
Esistono diverse strade da prendere dopo la maturità, e ognuna di esse è sbagliata per chi la sceglie. Sempre.
ARCHITETTURA\DESIGN: essa viene presa in considerazione dalle persone brave a disegnare o che vogliono progettare la propria casa in futuro. C'è chi pensa che si tratti dell'educazione tecnica che si faceva alle medie(durante la quale invece di disegnare proiezioni ortogonali uno si studiava le materie delle ore dopo). Attenzione! Questo è sbagliatissimo! Architettura è il covo della matematica! Lei è lì, in agguato dietro alle aste e ad i coni, se ne studia più qua che nella stessa facoltà di matematica! Non vi faranno progettare negozi di scarpe, ma calcolare distanze! E' ignobile! E' nascosta così abilmente poi! E' generalmente frequentata da: gay, froci, finocchi, nespole, lesbiche, lelle, donne assolutamente favolose o assolutamente oscene, uomini iperinfighettiti o radical chic con pashmina di ogni colore, sfigati cronici e punkabbestia con tanto di cani al seguito. Gli illusi che vi si iscrivono cadono uno dopo l'altro, in preda agli spasmi, in crisi d'identità. si ritrovano con le matite tra i capelli e le unghie sporche di china, mangiano poliplat a colazione nel latte e mine al posto delle mentine. Escono alle 10 della sera da interminabili revisioni e meditano il suicidio mentre buttano nel fiume più vicino le tavole che evidentemente non andavano bene... Sanno stare svegli nottate intere senza nemmeno accorgersene, hanno uno spiccato senso del dovere che si tramuta in capacità di scoprire i propri limiti. Non hanno bisogno di ubriacarsi quando vanno in discoteca, possono benissimo buttarsi sul cubo o sul primo che capita alle 10 e mezza, per loro è gia tanto essere stati fermi dall'entrata al guardaroba! Tornano a casa e si rendono conto che il loro plastico è li, implacabile a dargli il buongiorno. Capiscono che la vita è inutile se non sai creare un aeroporto; si deprimono, e di solito verso il terzo anno decidono di iscriversi a letteratura, musica e spettacolo o scienze delle comunicazioni. Chi ancora crede in un sogno passa al D.A.M.S., scopre l'amore per le arti visive e si da al ballo. Diventa un ballerino di fila e porterà tutine bianche dove, durante le prove, disegnerà a matita schizzi di sale conferenze dicendo “però ero bravo”...
ECONOMIA: potete star sicuri che ci troverete molte persone convinte di uscire dalla facoltà con un impiego sicuro. Non è completamente sbagliato, ma bisogna arrivare alla laurea. Economia è un posto che varia di università in università, generalmente non è considerata facile, ma a volte ha gli esami con i test a crocette (tipo battaglia navale). La frequentazione è solitamente composta da:
- ragazzi con gli occhiali, riga da una parte e cravattino che seguono il sogno del padre (che tristezza.);
- radical chic in cerca di notorietà;
- ragazze che escono fuori da delusioni d'amore.
C'è chi, accortosi dell'errore in tempo, si trasferisce da economia politica a scienze della moda e del costume diventando uno stilista gay dopo il terzo anno.
FARMACIA: ripiegano su questa facoltà gli studenti che non sono riusciti ad entrare a medicina. Essi si deprimono dopo tre giorni di corsi perché le famiglie gli rinfacciano di non essere riusciti ad entrare a medicina, perché gli studenti di matematica gli lanciano gli aereoplanini con le equazioni dalla finestra e perché non riescono a distinguere un'aspirina da un Benagol (pena la riordinazione dell'archivio). Chi riesce a laurearsi fa gavetta per dieci anni in una farmacia ad immaginare nude le ragazze che comprano i preservativi. Le ragazze che scelgono di fare farmacia si chiamano farmaciste, e ridono come forsennate quando una ragazza compra un test di gravidanza e vendono il Maalox senza ricetta nella farmacia vicino alla stazione. Chi si accorge in tempo dell'errore, verso il terzo anno decide di riprovarci con medicina. Quando fallisce, si iscrive a letteratura, musica e spettacolo.
FILOSOFIA: le personalità soggette a sdoppiamento, depressione cronica, domande sull'aldilà, crisi sessuali e con nove in condotta sono la frequentazione media della facoltà di filosofia. Gli studenti fumano erba nel cortile,nelle aule, con i professori, prima degli esami, durante gli esami e dopo gli esami (se ci arrivano con tutti i neuroni al loro posto). I professori di codesta laurea sono tutti ex-sessantottini (i figli divulgheranno il verbo, non possono sottrarsi al destino), hanno sciarpe rosse e portano i sandali ai piedi anche con -2°C a febbraio. Sono dalla parte degli studenti e vengono acclamati come “dei grandi” dai frequentanti (che ipocrisia). Lo studente medio di filosofia si accorge al secondo anno di aver fatto una cazzata, brucia libri e sacco di juta comprato per andare “contro il sistema” e va ad iscriversi a letteratura, musica e spettacolo (portando con sé l'erba, ma comunque nudi!).
GIURISPRUDENZA: sono ancora in fase di studio le cause che portano un diciottenne ad iscriversi a giurisprudenza, se non sotto minaccia del genitore magistrato. Si ritrovano qui clandestini, calabresi (pressoché identici) e chi più ne ha più ne metta. Di solito gli studenti che intraprendono questo viaggio verso il tribunale sono modaioli e le studentesse prendono trenta elargendo favori sessuali agli assistenti. Tutt'ora sorge un dubbio: tutte le fighe stanno a giurisprudenza o tutte quelle che vanno a giurisprudenza diventano fighe? (No perché semmai uno cambia facoltà...) Verso il secondo, massimo terzo anno, al 45esimo tentativo di dare diritto privato, si iscrive a letteratura, musica e spettacolo.
INGEGNERIA: lo studente che decide di iscriversi ad ingegneria è consapevole del fatto che verso il terzo anno, se maschio, diventerà calvo. Molti non si lasciano spaventare dall'eventualità e arrivano alla laurea, sicuri che prima o poi 4-5 aziende di nonsochè si sveglieranno e si renderanno conto che il Politecnico ha sfornato un altro ingegnere pronto per svolgere le proprie mansioni strapagato, e gli basta un PC! Le ragazze che intraprendono il corso di studi di ingegneria vengono chiamate disadattate. Quando la calvizie è ormai incipiente, i più deboli scappano ad economia, pensando che la cosa si faccia più soft. Quando scoprono di aver fatto l'ennesimo sbaglio, si iscrivono a letteratura, musica e spettacolo.
LETTERE: esistono molte branche di questa facoltà, non starò ad elencarle tutte. Gli studenti che decidono di frequentare questo tipo di corsi generalmente sono attirati dal fatto che in questo posto è pressoché impossibile trovare della matematica o fisica quantistica (ma esiste?). Sennonché, verso i primi esami darebbero un braccio per risolvere un'equazione al posto di iscriversi ad un appello tramite il sito della loro facoltà. Iscriversi ad un esame di una facoltà lettere è come giocare la schedina (la grafica del sito è più o meno la stessa): se hai culo ce la fai. Il sito a volte decide anche che alcuni corsi non esistono, lasciando lo studente spiazzato e in preda ad un dilemma: sarà più indolore una pistolettata o l'harakiri con la katana presa alla prima di Kill Bill? (Lo studente di lettere è spesso cinefilo o nerd). Esiste una particolare facoltà degna di nota interna a lettere: essa è Letteratura, musica e spettacolo, e chi la sceglie sa di andare tragicamente incontro ad un triste destino di disoccupazione; è nient’altro che il ripiego preferito di tutti quelli che sbagliano facoltà (cioè tutti gli altri che non ci si iscrivono subito) e il ritrovo degli abitanti del sud Italia. E poi uno si chiede perché la disoccupazione cresce. E' raro che uno studente di lettere cambi facoltà, ma in quel caso si iscrive all'università della musica anche se non sa nemmeno quante sono le note.
MEDICINA E CHIRURGIA: a medicina si iscrivono i pazzi. Quando gli danno il camice schizzano a casa tutti contenti a mostrarlo ai genitori e lo tengono sotto una teca di vetro alcuni aggiungono delle cinture al camice e fanno finta di essere maestri di arte marziale. Il Balboni è il loro più caro amico, e sono consapevoli del fatto che per una morte o per l'altra la vita comunque finisce. Chi non si ammazza entro il quarto anno, si laurea. Generalmente i laureati sono tutti dei gran pezzi di fighi, belli, robusti, ipermuscolosi... Che si imparino lì le tecniche più avanzate in fatto di estetica? Il tutto è però rovinato dalla loro incontrollabile mania di cattivo gusto: hanno una naturale predisposizione alle ciabatte bucherellate e man mano che continuano il corso di studi disimparano a scrivere.
Chi arriva al terzo anno con una vena che gli pulsa in continuazione, o scappa in Messico (con il camice) o si iscrive a letteratura, musica e spettacolo.
PSICOLOGIA 1 E 2: sono atenei in lotta da secoli. Si racconta che il giovane Siproite avesse defecato sui gradini di Psicologia 1 sacri al dio Priapo, perché aveva preso solo 18 ad un esame, e che avesse fondato Psicologia 2 per contrastare il potere che stava assumendo la già citata facoltà. Da quel giorno i due atenei non si diedero pace un attimo: amicizie che perduravano dalla nascita si ruppero a causa della scelta del corso di laurea da seguire, e vennero combattute ben 657 battaglie sino ad oggi, a colpi di righello e fotocopie di approfondimento. Gli studenti che vi si iscrivono raramente arrivano al secondo anno (nel senso che rimangono traumatizzati a vita dalla violenza ricevuta dagli avversari). Chi resiste e si laurea viene chiamato Highlander. Da Psicologia non si può scappare, si rimane marchiati a vita, o ti laurei o finisci in un istituto di igiene mentale.
SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE: per secoli ci si è chiesti cosa si facesse all'interno di quelle quattro mura che portano codesto nome, e non si è mai giunti ad alcuna conclusione. Anzi, nemmeno chi vi si iscrive sa quale sia il suo ruolo all'interno dell'ateneo o quale sarà quello nella società. Gli studenti girano per i corridoi chiedendosi dove siano i corsi durante tutto il primo anno, al secondo decidono di iscriversi a letteratura, musica e spettacolo, almeno sono tre parole di uso quasi comune. Chi permane fino alla laurea triennale scopre di aver vinto una carta da gioco totalmente inutile per la ricerca di un lavoro. Normalmente solo arrivati alla tesi ci si accorge dell'inutilità della suddetta facoltà e si inizia a prendere la vita con filosofia! Sappilo, per scherzarci sono i migliori...se non altro hanno autoironia!
mercoledì 28 maggio 2008
Per Clau...
lunedì 26 maggio 2008
Cosa c'insegnano i film?
* Non importa se siete soverchiati da un gran numero di avversari in un combatimento che prevede l'uso di arti marziali: i vostri nemici aspetteranno pazientemente, danzandovi gioiosamente intorno, che voi abbiate neutralizzato il loro capo prima di attaccarvi.
* Se siete bionda e procace, è possibile che diventiate un'esperta di fama mondiale della fissione nucleare a 22 anni.
* I poliziotti onesti e seriamente dediti al loro lavoro vengono di norma uccisi 3 giorni prima di andare in pensione.
* Nel corso di un'indagine è necessario entrare almeno una volta in un club di striptease.
* E' facile per chiunque far atterrare un qualsiasi aereoplano, sempre che ci sia qualcuno nella torre di controllo che vi spiega come.
* Un detective riesce a risolvere brillantemente un caso solo quando è stato sospeso dal servizio.
* Una volta applicato sulle labbra, il rossetto non se ne va neppure in caso d'immersione subacquea.
* Se vi è una grande vetrata in una stanza, prima o poi qualcuno ci verrà lanciato attraverso.
* Un uomo non mostrerà alcun segno di dolore mentre viene ferito nel modo più orribile, ma urlerà quando una donna cercherà di medicarlo.
sabato 24 maggio 2008
Le mitiche foto...
Dateci un occhio se vi va, sono veramente mitiche!
http://www.sendspace.com/file/nhv1x7'>
http://www.sendspace.com/file/aq8hez'>
http://www.sendspace.com/file/d7bkht'>
http://www.sendspace.com/file/50lvke'>
http://www.sendspace.com/file/295wgu'>
http://www.sendspace.com/file/o0u850'>
http://www.sendspace.com/file/29w4ue'>
http://www.sendspace.com/file/65pxie'>
P.S.= Buon compleanno, Marco!! Pensavi che mi fossi scordata? Ehh, bè, in effett... ^^" Ma come potrei mai??! ^_^ Auguroni!!!
venerdì 23 maggio 2008
9 cose preferite
2 - AMICA PREFERITA: Duccia (e Ellie - ma per cose diverse. E poi c'è Clau ma è fuori categoria perchè è la mia "sorellina")
3 - CANTANTE PREFERITO: t.A.T.u. (non l'avreste mai detto, eh?!!)
4 - CANZONE PREFERITA: Not gonna get us (ma cambio idea di continuo...)
5 - AUTO PREFERITA: Maggiolone (cabriolet e nero... nei miei sogni, però! E qui non dico che macchina ho, perchè tutti si metterebbero a ridere...)

6 - ANIMALE PREFERITO: Papera

7 - COLORE PREFERITO: Nero (si era capito?)
8 - MANGAKA PREFERITA: Masami Tsuda (è il modello a cui m'ispiro ogni volta che disegno qualcosa... maestra!!)
9 - PROGRAMMA TV PREFERITO: (la guardo pochissimo, comunque...) Smallville
giovedì 22 maggio 2008
Niente da perdere
martedì 20 maggio 2008
May day...
domenica 18 maggio 2008
Dream comes true...
Mi trovo a scrivere queste righe reduce dal live delle t.A.T.u., senza in effetti sapere neanche da che parte cominciare per dire tutto…
Un mio amico quando gli ho detto che ci andavo scherzava, diceva è il richiamo del fan, ma io penso sul serio che ci sia del vero in questo. Ma non è solo questo. È di più. Non semplicemente il richiamo del fan, bensì il richiamo di qualcosa di più profondo, forse di nuovo la ricerca di un appiglio per non sprofondare, per provare a tenersi a galla anche solo per una sera. Per ritrovare qualcosa che è stato salvato da tutto, e che è rimasto nonostante tutto. Pensandoci, mi sono accorta che non mi veniva in mente nient’altro di cui potessi dire la stessa cosa. Insomma, ero al 7° cielo, e ci sono andata. E mi sono detta che ci dovevo andare come si deve, con la camicia bianca e la cravatta a quadretti scozzesi, com’era stato quando avevo sentito per la prima volta una loro canzone, com’era stato quando volevo andarle a vedere al Festivalbar, com’era stato quando avevo 14 anni e cantavo le loro canzoni e m’immedesimavo in loro ed avrei voluto essere come loro ed avrei voluto essere con loro e mi ero comprata pure la minigonna a pieghe come la loro. Così mi sono messa la camicia bianca e la cravatta a quadretti scozzesi, e sono andata al Club Skylight, e quando sono arrivata lì era quasi la mezzanotte. Sono scesa e mi sono diretta verso l’ingresso del locale con le nocche che mi erano sbiancate da quanto stringevo forte il biglietto. Solo che all’ingresso c’era una marea di gente che faceva la fila per entrare, fila per modo di dire visto che più che altro era una calca assiepata all’ingresso con la gente che cercava d’introdursi per prima, tappando ogni pertugio. Mi sono un po’ scoraggiata, ho pensato che non sarei mai riuscita ad entrare e che facevo meglio ad andarmene. In effetti, in prima battuta ho girato il culo e ho fatto retrofront. Ma poi, il richiamo della fan. Va bene, porca puttana, ritorno all’ingresso. Calca uguale a prima. Medito uno svenimento tattico, poi opto per una fessura laterale in cui riesco a scorrere più o meno senza problemi. Mi ritirano il biglietto, e così sono entrata. Premessa: mia 1^ volta in un locale. Scenario: una bolgia di persone che sta stipata in una misera pista da ballo con luci stroboscopiche impazzite, cubisti seminudi con aria goduriosa, caldo da deserto del Sahara a Ferragosto, odore di chiuso e di sudore, e musica tunz-tunz a tutto volume. Ho resistito per circa 7 secondi e 36 decimi. Dopodichè ho mandato a fanculo le t.A.T.u. (che prima delle 2 non sarebbero arrivate) e mi son detta che l’unica cosa che dovevo fare era cercare una via d’uscita. Ero assolutamente certa che se fossi rimasta lì anche solo 2 secondi in più mi sarei messa a gridare. La cosa positiva, nella fattispecie, era che anche se l’avessi fatto, causa musica, non mi avrebbe sentito nessuno. Insomma, sono riuscita più o meno a strisciare fino al cesso. C’erano 3 toilette, quindi non rischiavo di fare l’occupazione a oltranza: mi sono infilata in una e mi sono chiusa dentro. Lì ho ricominciato a respirare. Mi sono detta che sarei uscita solo quando il locale si fosse svuotato. E a fanculo tutto il resto. Da una parte pure mi dispiaceva essere arrivata fin lì per poi non vedere niente, però stavo davvero troppo male a stare nel mezzo agli altri, e quel cesso era così tranquillo rispetto a tutto il resto, lì davvero non mi vedeva nessuno, potevo respirare. Così sono rimasta lì per un bel pezzo. E poi ho sentito il DJ che annunciava l’esibizione delle t.A.T.u. e nell’aria hanno risuonato le note della prima canzone che hanno cantato: Loves me not. E io ho sentito che erano loro, che erano lì, che c’erano veramente, e che forse c’era anche un altro posto dove poter respirare, anche solo per un attimo. Nei loro occhi. Ho pensato con tutta la gente che c’è però non riuscirò a vederle neanche da lontano. Ma è il richiamo del fan. O è qualcosa di più profondo, non so. È quel qualcosa che ti dice ogni lasciata è persa, che se vuoi qualcosa nella vita devi darti da fare e prendertela, che non si può tornare indietro ma c’è qualcosa che si salva e che se è l’unica cosa che si salva nella tua vita che è andata completamente a puttane allora merita di essere salvata. Se è l’unica cosa che può farti essere qualcosa. Forse te stessa. Sono uscita dal cesso, e il palco era lì, non lontano ma a poco più di
Certo, adesso sono di nuovo qui. Adesso è ritornata la solita routine. Ma per un attimo c’è stato qualcosa. Non m’importa se è stata solo un’ora a cantare le loro canzoni, o pochi secondi di pazzo inseguimento, o l’istante di uno scatto fotografico. C’è stato. Qualsiasi cosa succeda, sarà dentro di me. Sempre. Навсегда.
sabato 17 maggio 2008
Giorno X...!!
venerdì 16 maggio 2008
You and I
YOU AND I
Every night
We're all alone
Every night
My only hope
Is the light that's shining from inside you
'cause you believe in what we are
You believe in what we'll be
Give me strength so I can stand beside you
No truths to confirm
No lies to deny
Too hopeless to care
We're too scared to cry
You and I
Holding tight
You and I
Gotta fight
You and I
Side by side
You and I
Sanctified
You and I
Feels so right
You and I
Holding tight
You and I
Side by side
You and I
For the rest of our lives
Cast aside
To an angry street
Criticized
For what we believe
If we hide maybe we can make it through this
s it fair to be thrown away?
Is it fair that we live this way?
Victimized for a life we didn't ask for...
No truths to confirm
No lies to deny
Too hopeless to care
We're too scared to cry
You and I
Holding tight
You and I
Gotta fight
You and I
Side by side
You and I
Sanctified
You and I
Feels so right
You and I
Holding tight
You and I
Side by side
You and I
For the rest of our lives
giovedì 15 maggio 2008
t.A.T.u.
LENA KATINA (Лена Катина)

- Nata il 4 Ottobre 1984
- Preferisco la voce di Lena a quella di Yulia
- Mi piace più con la minigonna a pieghe
- Mi piace la sua minigonna a pieghe
- Anche io ho una minigonna a pieghe
- Fatele indossare ancora la minigonna a pieghe nei video!
YULIA VOLKOVA (Юля Волкова)

- Nata il 20 Febbraio 1985
- Ha la frangia troppo lunga
- Sembra che la frangia le dia fastidio
- Una frangia troppo lunga è dannosa alla vista
- Tagliala!
- Ha un fascino molto sensuale
- Ha uno strano fascino sensuale
- Ha un misterioso fascino sensuale
- (Subito dopo l'esibizione al Festivalbar) Credo che sia lesbica (molto acuta, no?!...)
...però nel video di "Friend or Foe" l'ha accorciata...
(... presentazione????)
mercoledì 14 maggio 2008
T9...
P.S.= Che il vero conto alla rovescia per il live delle t.A.T.u. abbia inizio! MENO TRE...
lunedì 12 maggio 2008
Compito 9 - Un'opinione...
Ed eccomi qua, a tentare di dare un giudizio sul corso d’Informatica… E mi viene quasi da sorridere, a pensare a quello che sto facendo, io, che i giudizi non li ho mai sopportati, neanche quando andavo a scuola, tutti quei voti, ma che vuol dire un voto? Cosa giudica un voto? L’intelligenza? Ma và, tutt’al più una prestazione… Lo stesso vale per i giudizi. Cosa significa dare un giudizio? Il mondo è soggettivo, quello che è piaciuto a me potrebbe sembrare uno schifo per qualcun altro. Voglio vederla in un altro modo, perciò. Un’opinione. Non un giudizio, ma un’opinione. Perché un giudizio non sono in grado di darlo, non sto su nessuno scalino a guardare in basso, ma un’opinione sì, questa posso dirla. E posso dire che è stato strano, questo corso d’Informatica. Diverso, completamente diverso da quello che finora mi ero ritrovata ad affrontare. E dire che io, con il mio lavoro, dovrei esserci abituata alle innovazioni… Eppure, quando il prof ha detto: “Okay ragazzi, fate un blog!”, la prima cosa che ho pensato è stata: “Okay prof, prima però passi sul mio cadavere”. Stiamo parlando di una delle mie idiosincrasie, naturalmente: il computer. Che io per i computer non c’ho mai avuto simpatia, li scrutavo da lontano (ma mordono, non mordono, boh…?) ero convinta che esistesse un tasto per l’autodistruzione (giuro!, questa non è una battuta!) e una volta mi son quasi fatta venire una crisi isterica perché ce n’era uno che non mi riusciva di accedere (poi mi hanno detto che quello era il tasto per aprire il lettore CD, e non si sarebbe acceso neanche se l’avessi premuto a vita…), insomma, avevo già deciso di buttarmi sull’esame tradizionale e poi, in preda al panico, mi sono detta: va bene, facciamolo. E così, nonostante tutto, l’ho fatto: ho aperto un blog. All’inizio è stato difficile: avrei voluto un corso che mi seguiva passo passo e mi diceva come si faceva a fare le cose che dovevano essere fatte, ma a poco a poco sono entrata nel meccanismo. Non so neanche come, ma è successo. E mi sono accorta di una cosa che non avrei mai pensato. Che mi piaceva. Che, cazzo, mi piaceva sul serio. Io, la computerfobica. Questo modo di imparare un po’ autodidatta e un po’ guidato, e la soddisfazione per ogni piccolo progresso, l’arrivare a pensare sì, okay, non diventerò
Disegno di tutto!!

Queste sono le t.A.T.u., e stavolta non ho usato uno stile fumetto ma ho cercato di rappresentarle in maniera quanto più realistica possibile. Visto che non sono capace di disegnare soltanto fumetti? Effettivamente, comunque, devo ammettere che a guardarci bene anche in questo disegno qualcosa di fumettoso c'è... bè, è più forte di me!! ^_^
P.S.= Lo so che stavate in ansia perchè non l'avevo ancora detto, quindi rimedio subito... 5 giorni al live delle t.A.T.u.!!!!!!!!!!
sabato 10 maggio 2008
Kamasutra...
Cosa deve fare, invece, un buon marito?
Leggete un po'...
Levatosi di buon'ora, il capo famiglia, dopo aver espletato i suoi bisogni naturali, si laverà i denti, si spalmerà gli unguenti sul corpo, metterà il collirio sulle palpebre e sotto gli occhi, si dipingerà le labbra e i capelli con lo smalto guardandosi allo specchio.
Tradotto: deve alzarsi, fare cacca, spalmarsi le sue belle cosine in faccia e guardarsi allo specchio dicendosi "Quanto so' bello stamattina!". Intanto voi mogli siete di là a rifare i letti, cucinare, sistemare i fiori, curare il giardino, ed insegnare a parlare a quei pappagalli che non si capisce bene chi di voi abbia comprato.
Dopo aver mangiato foglie di betel ed essersi messo intorno al collo una collana di fiori profumati, attenderà ai suoi compiti abituali.
Uscito dal bagno, l'uomo arraffa un mazzetto di foglie dal giardino che avete appena finito di potare e, già che c'è, vi guarta anche la composizione floreale per farsi una maschia collana hawaiana da mettersi al collo; si sdraia sul divano e si domanda: "Che fo di bello oggi?".
Dopo la colazione, insegnerà a parlare ai pappagalli.
Non si capisce a che diamine servano questi pappagalli, ma, soprattutto, non si capisce chi se ne debba occupare. La donna o l'uomo? "Pappagallo, ripeti: m-a-m-m-a, p-a-p-à, p-u-p-ù". "Cara, lascia stare, ci penso io". "Ma no, caro, torna pure a smaltarti le unghie". "Ho detto che ci penso io! Sono o non sono l'uomo di casa? Tu va' a segare il legno".
Poi seguiranno i combattimenti di galli, quaglie e arieti, le discussioni con i dipendenti e i compagni e, infine, la siesta di mezzogiorno.
Finito di parlare con il pappagallo, il buon marito assisterà ad uno spettacolino di animali e farà 4 chiacchiere; infine si godrà il meritato riposo: povero tesorino, è stata una giornata molto dura.
Dopo essersi parato di vestiti e di ornamenti, trascorrerà il pomeriggio a conversare con gli amici.
Lui è là in salotto, voi mogli siete di là a difendere la casa a colpi di bastone. A questo punto consultate il libercolo per vedere se dice qualcosa a proposito del divorzio, Ve lo dico io: NO.
La sera si canterà.
Cioè, siete voi mogli a cantare. Lui al massimo masticherà qualche foglia di betel, applaudirà, e vi farà un indovinello: "Chi è l'imbecille che sgobba tutto il giorno mentre io mi gratto la panza?".
Questo è solo il 1° capitolo: ne seguono di peggiori. Perciò, se siete insoddisfatte di come vi tratta il vostro fidanzato, troverete la lettura del kamasutra molto, molto consolante...
P.S.= Ad oggi, 7 giorni al live delle t.A.T.u. ... anzi, una settimana! (Non so perchè, ma scrivere "una settimana" lo fa sembrare un lasso di tempo più breve...)
venerdì 9 maggio 2008
Ancora 8 giorni...
Arroccata nell'aula di informatica in attesa dell'A.D.E. (che non si è ancora capito bene cosa significhi... Dopo le prime 2 orrorifiche lezioni penso proprio stia per Adesso Dobbiamo Evitarlo), ho pensato bene di usare le foto delle t.A.T.u. che sono state pubblicate sul loro sito dopo l'ultima intervista per realizzare una sorta di "slideshow"... (non saprei come altro definirlo...)
In attesa del loro live, non faccio altro che pensarci...

8 gironi, 8 giorni, 8 giorni... Mancano ancora 8 giorni, ve l'avevo detto? Solo 8 giorni... certe volte 8 giorni sembrano lunghi come 80, mannaggia...
P.S.= Ma lo sapevate che nelle scuole medie in Inghiliterra hanno tolto la merenda delle 10.30?! Tragico, no?!
P.P.S.= Ma lo sapevate che mancano 8 giorni al live delle t.A.T.u.?! (Ah sì, lo sapevate??!...)
giovedì 8 maggio 2008
Il brutto sogno che ho fatto stanotte
In realtà, non lo farei mai... (bè... dipenderebbe anche da chi sarebbe la persona che cade...)
Comunque, considerato che il mio "sogno standard" è quello in cui perdo il treno o il tram, direi che per lo meno stanotte ho avuto una certa variabilità...
P.S.= 9 giorni al concerto live delle t.A.T.u. ... corri, tempo, corri!!!
martedì 6 maggio 2008
Aspettando il live delle t.A.T.u. ...
Perciò oggi voglio proporre un'altra loro bellissima canzone...

What I thought wasn't mine
In the light
Was a one of a kind,
A precious pearl
When I wanted to cry
I couldn't cause I
Wasn't allowed
Gomenasai for everything
Gomenasai, I know I let you down
Gomenasai till the end
I never needed a friend
Like I do now
What I thought wasn't all
So innocent
Was a delicate doll
Of porcelain
When I wanted to call you
And ask you for help
I stopped myself
Gomenasai for everything
Gomenasai, I know I let you down
Gomenasai till the end
I never needed a friend
Like I do now
What I thought was a dream
A mirage
Was as real as it seemed
A privilege
When I wanted to tell you
I made a mistake
I walked away
Gomenasai, for everything
Gomenasai, Gomenasai, Gomenasai
I never needed a friend,
Like I do now
Gomenasai, I let you down
Gomenasai, Gomenasai,
Gomenasai till the end
I never needed a friend
Like I do now
lunedì 5 maggio 2008
Alla mia "sorellina" Clau...

Cara sorella mia. Oggi è il tuo compleanno, i tuoi 20 anni. Mi piacerebbe che potessimo essere vicine per festeggiare insieme, invece, causa università, tu sei a Padova, perciò ti posso dedicare soltanto qualche pensiero. E ripenso all’ultima volta che sei stata qui, che ci siamo viste. Non avevo quasi più parole quella sera. E anche adesso, ho solo suoni. Una melodia che si confonde con la tua. Tu che non ridi di me. Io che non mi vergogno di essere… così, così come non si può dire, come non si può costruire, così come si può solo sentire… si può solo sentire, raramente. Se si ha qualcuno che tira fuori con un abbraccio quello che nascondi. Io credo che la vita sia questa. Uno yogurt Vitasnella sul regionale. Una persona che mi fa sentire a casa. Una cinese che potenzialmente può cascare dentro la pozzanghera. Un pranzo di tre ore, tre ore belle. Ripenso al tuo sorriso. Hai un sorriso bellissimo. Ho sentito che era vero. Quando sto con te respiro. Si può respirare. Sorellina, non so perché ma avrei voglia di scriverti che puoi fidarti di me. Mi sembra assurdo, non lo dico mai, eppure mi sento di dirtelo. Hai una bellezza dentro che non vede l’ora di esplodere, che può fare miracoli. Sei speciale, sì, forse non nel modo in cui avresti voluto, forse più di quanto avresti voluto. Si può prendere la vita in mano qualche volta, anche se salta come un grillo. Noi crediamo di rincorrerla, crediamo di seminarla… poi apriamo il palmo distrattamente e tac! eccola lì, è un secondo, è già sparita. Eppure resta per un attimo la pressione delle sue zampette. Eppure resta per sempre. Non so neanche cosa sto scrivendo. Lascio che le mani vadano da sole, non le sto controllando, per una volta sono libere di inseguire i pensieri, per una volta si dimenticano della logica, della razionalità, degli infiniti ed inverosimili punti di domanda. La cosa che mi rende più felice è che sei vera, che esisti. Che non ti ho sognata, che non mi sono svegliata adesso dicendo “come sarebbe bello incontrare qualcuno capace di vederti”. Hai gli occhi da sognatrice, quegli occhi hanno un mondo da guardare. Ci sono pavimenti leopardati, tacchi fucsia, bilance extraeuropee. C’è il nostro mondo che ci portiamo dentro sempre presente che strilla la sua parte, che vorrebbe imporsi come unico mondo possibile ma che poi si scontra clamorosamente con tasselli diversi che stridono con le sue convinzioni. Tu sei uno di questi. Compagna di etichette troppo strette, di taglie troppo strette, di corpi troppo stretti per contenere dolori e vite così grandi… compagna di miopia, di spuntini, di cucchiaini d’olio, di onnipotenza e di impotenza… puoi cambiare la vita a qualcuno. Anche a te. Ci vuole tempo, ce ne vuole tanto, troppo. Me lo dico anche io, adesso, che mi specchio attraverso la tua forza, la tua fragilità… il bisogno di leggerezza, che non può essere fisica perché niente è più pesante di un corpo che non pesa. Quanta fatica che facciamo. Quanti sorrisi ci sarebbero tra gli zigomi e quante lacrime sbarrate dietro gli occhi. Se solo lasciassimo loro un po’ di spazio. Se solo fossimo capaci di darcene di più. Sorellina mia, grazie tante per tutto quello che hai fatto per me. Non avrei mai sperato in niente di più meraviglioso di un respiro. Possiamo tenerci le mani e camminare insieme, anche piano piano, anche fermandoci per urlare che porca puttana siamo stanche. Stasera è presto, mi piacerebbe non passare ore ed ore a cercare di fermare un cuore agitato che tutte le notte mi ricorda quanto forte può andare contrariamente ai miei ordini. Eppure adesso è tranquillo, accoccolato nel mediastino. Forse perché oggi, pensando a te e facendoti gli auguri di buon compleanno, non ho avuto motivo di soffocarlo. Grazie grazie grazie. Ti voglio un bene che nemmeno t’immagini… o forse sì…
sabato 3 maggio 2008
La domanda del giorno
Ma la risposta a questo quesito è anche facile: il suddetto treno è un locale che fa tutte le fermate possibili ed immaginabili
(SGV - Figline - Incisa - Rignano - S. Ellero - Pontassieve - Sieci - Compiobbi - Firenze Rovezzano - Firenze CM - Firenze Statuto - Firenze Rifredi - Firenze SMN)
Allora vediamoci un po' le seguenti...
2nd - A che cavolo serve fare tutte 'ste fermate che distano poco più di 5 Km l'una dall'altra? Non si potrebbero per lo meno accorpare a 2 a 2 dimezzandole? (Ma anche a 3 a 3...)
3rd - Perchè il treno viaggia al massimo a 10 Km/h tra una fermata e la successiva? Perchè è in gara con le lumache e ha deciso di perdere?!? Per dimostrare che andando a piedi si fa prima?!?
4th - Ma soprattutto... che accidenti di senso ha fare una fermata di 6 minuti a S. Ellero?? Neanche ad Arezzo, tra poco... Dato che è praticamente assodato che S. Ellero è una stazione abbandonata (oltre che pendente!) chi si aspettano che salga? Il Papa? Bill Clinton? L'uomo invisibile??
P.S.= E 14 giorni al live delle t.a.T.u.! (Non l'avevate dimenticato, vero??!)
venerdì 2 maggio 2008
A proposito dei gemelli
Nel caso dei gemelli monozigotici, un ovulo viene fecondato da uno spermatozoo, e questo ovulo nella fase della divisione cellulare, chissà perchè, si divide in 2, e le 2 parti crescono separatamente dando origine a 2 gemelli. Sono sempre dello stesso sesso, e sono anche identici in quanto ad aspetto esteriore. Interessante, eh?! E' un mistero, no? Eh, già...
Normalmente, circa un ovulo al mese esce dall'ovaia verso l'utero di una donna. A volte succede per caso che ne escano 2 contemporaneamente, e allora quei 2 ovuli vengono fecondati da 2 spermatozoi diversi. E' il caso dei gemelli dizigotici: insomma, è come se i 2 fratelli o le due sorelle fossero arrivati in contempo... e possono capitare anche gemelli di 2 sessi diversi. Nh? Non si somigliano mica così tanto... Ma a volte capita che anche i "comuni" fratelli e sorelle siano identici, allo stesso modo i gemelli dizigotici possono essere identici.
Non so se sono stata molto chiara, perciò se non avete capito trovate qualche adulto vicino a voi e domandate spiegazioni. Sarebbe otttimo chiederlo, ad esempio, al vostro fidanzato timido...
Che cosa ne dite? Ora siete un po' più informati sui gemelli...
...ah, davvero?
(P.S.= Mancano 15 giorni al concerto delle t.A.T.u.!! Quanto ci mettono a passare 15 giorni? Esattamente 15 giorni... ma dai!!...)
mercoledì 30 aprile 2008
Live t.A.T.u.!!!!! ^_^

Cioè, le t.A.T.u. saranno qui in Italia, a San Bonifacio, il 17 Maggio, a fare un live al Club Skylight... Potete immaginare come mi sento?!!
Ho sempre sognato di vederle dal vivo, loro sono già state in Italia altre 4 volte, ma io non avevo mai avuto modo precedentemente di andarle a vedere perchè non ero mai riuscita a trovare i biglietti... Ma questa volta non ho perso neanche un secondo: ho telefonato subito al Club Skylight e mi sono fatta mettere in lista per assistere al live! E così... il 17 Maggio sarò a San Bonifacio a vedere le mie cantanti preferite!!!! Non vedo l'oraaaaa!!!! Sono davvero al settimo cielo!!!! Questo per me è un sogno che si avvera, poterle vedere dal vivo, essere a soli pochi metri da loro... troppo bello, mi batte già il cuore a mille, sono emozionatissima!! Sto già facendo il conto alla rovescia per i giorni che mancano al 17 Maggio...! E' la cosa più bella che mi poteva capitare in questo periodo un po' incasinato... Spero peraltro di potermi avvicinare abbastanza a loro da farmi fare gli autografi... anche se una foto insieme a loro sarebbe veramente il top!! Vabbè, non oso sperare tanto... Perciò mi accontento della versione grafica... ^^"
lunedì 28 aprile 2008
Kawaii!!
Sebbene la sottoscritta sia notoriamente shoppingfobica, oggi pomeriggio mi sono lasciata convincere da quella pazza della Iris ad andare a comprare qualcosa con lei… Unico commento: ARGH!! Perché la cara Iris, naturalmente, non va a fare i suoi acquisti nei negozi normali, ci mancherebbe, ma è per la roba alternativa. Quindi. Non so come, ma stavolta mi sono ritrovata trascinata nel negozio di abbigliamento che una tribù di cinesi ha aperto da pochi mesi. Insomma, siamo arrivate lì davanti e Iris mi ha spintonata dentro, con il che ci siamo messe a girare per gli scaffali e tra i manichini, allegre e contente, con il gusto squisitamente del gentil sesso degli acquisti (?). Premessa, e qua mi rivolgo specificatamente alle lettrici femminucce di questo post: il 95% delle donne cinesi – sebbene non molto alte – hanno delle gambe mozzafiato. Coronate naturalmente da ciò per cui nutro una invidia profonda: sederi piccoli e sodi. Ebbene, secondo me quelle cialtrone del negozietto d’abbigliamento cinese avranno malignato non poco sulle nostre misure anomale da straniere. Non mi sono mai sentita così chiappona in tutta la mia vita (e non parlo neanche di una delle mie ossessioni, eh!). Poi il bello è che per le straccivendole cinesi (ma questa credo che sia una caratteristica internazionale) è tutto kawaii (= graziosissimo). Il tuo grasso occidentale straborda da striminziti straccetti? Kawaii!! Gli abitini ti vestono un po’ alla Fracchia
Personalmente, ne sono uscita sconvolta. Iris, invece, con due magliettine e con una minigonna scandalosamente inguinale indossata immediatamente dopo essere uscita dal negozio (certi ragazzi hanno fatto tanto d’occhi ma non hanno osato rivolgerle la parola, così per consolarla io le ho dato della gnocca per tutto il tempo… ^^”). Se ha intenzione di uscire di nuovo per andare al pub o in qualche posto del genere, le ho consigliato di mangiare solo cipolle per cena stasera!! … :-P
domenica 27 aprile 2008
How to draw...
Bè, innanzitutto aspetto che mi arrivino le richieste. Di solito me le manda l'editor (il mio aaaadorato bossettone...) tramite e-mail o via fax.
Per esempio, la scorsa settimana:
Illustrazione principale di Yukino e Soichiro -> 1 Profilo di Yukino -> 3 Pin-up di Soichiro -> 1 Primo piano di Yukino -> 4 Shilouette di Yukino e di Soichiro in B/N -> 1
(Questi quando sono pochi...)
Allora, come faccio a realizzare un disegno. Per esempio, il primo della lista.
Prima di tutto faccio uno schizzo con la matita e ci scrivo in alto il soggetto per far capire quale delle illustrazioni che mi erano state commissionate ho realizzato.
In questo modo...

Poi mando lo schizzo all'editor che lo corregge, se necessario, e me lo rimanda.
A questo punto, dopo aver cancellato il soggetto, per l'illustrazione uso un foglio speciale, la ripasso a china (con un pennino a tratto variabile), aspetto che si asciughi per bene e la coloro. Se c'è bisogno di sfumature, retini o simili li faccio. E il gioco è fatto!
Et voilà!
venerdì 25 aprile 2008
Educazione Artistica...
Parecchia gente, vedendo i miei disegni, qui sul blog e altrove, se ne esce con commenti del tipo: "Mi piace molto il tuo modo di usare i colori, hai dei consigli da darmi al riguardo?" o "Sono sicura che a scuola avevi dei bei voti in Educazione Artistica, non è vero?". Bene, in questo modo sono costretta a parlare dei miei voti in Educazione Artistica... Di solito prendevo S/B, ma ero molto vicina al Sufficiente. Avevo sempre dei voti scarsi. Lo giuro, non è una bugia! Mi piaceva molto disegnare, ma non dipingevo mai quel che diceva la prof, preferivo fare di testa mia, e questo non le andava giù, perciò mi puniva relegandomi nell'abisso dei voti scarsi. Però non so giudicare quanto effettivamente fossi brava o meno a disegnare durante gli anni delle medie... e per quanto riguarda i colori, anche adesso non credo di essere poi così brava nell'usarli, e il solo dirlo mi rende un po' triste, però ogni volta cerco di fare del mio meglio. Quindi anche voi potete diventare illustratrici! Basta volerlo!
A me piace tantissimo come utilizza i colori il fumettista Masakazu Katsura...
mercoledì 23 aprile 2008
"I have a dream" - Pensieri sparsi...
In questa giornata non ho fatto altro che ripensare a tutte le cose che sono state dette ieri al seminario “I have a dream”. Le parole del professor De Bernard mi hanno colpita profondamente. E poi quelle dei professori e dei ragazzi che hanno parlato, e il mio timido intervento del quale ho il buio più assoluto, spero di aver detto qualcosa di vagamente sensato… Ma un pensiero in particolare continua a frullarmi per la testa. Un pensiero che si chiama “empatia”. Penso a quanto sono vere le parole di De Bernard, a quant’è necessaria, così importante da essere indispensabile questa dote per un medico. E, allo stesso tempo, quant’è difficile essere empatici… Io per prima temo di non riuscire ad esserlo. Ed è un timore che mi fa male. Perché ci sono passata, e so cosa significa essere considerati non “persone” ma “pazienti”. Non individui, ma roba da studiare, etichettare, eventualmente guarire (?). Mi ci è voluto tantissimo tempo per trovare una persona che possedesse la dote dell’empatia, più fondamentale di tutta la scienza che altre persone prima di lei mi avevano improduttivamente riversato addosso. Quando guardo questa persona, vedo che nei suoi occhi c’è qualcosa in comune con i miei. Che quando mi guarda vede una persona, non un caso clinico. Ma ci sono voluto 5 anni, per trovarla. 5 anni, ed una vita in mezzo. 5 anni sballottata da una parte all’altra, da un medico all’altro come una patata bollente, e tutti impersonali, distanti, mi chiedevano “Come stai?” e intanto avevano la faccia di chi sta pensando “maremma che palle anche stamattina il solito tran tran non vedo l’ora di tornare a casa stasera così c’è mia moglie che mi ha preparato la lasagna e magari mi becco anche un bel film in TV”. Mi facevano domande su domande, e poi mi consegnavano a qualcun altro appiccicandomi addosso un’etichetta, come si fa coi pacchi. La prima dottoressa che mi ha avuta in cura mi ha consegnata alla clinica con la definizione tecnica di “anoressica restrittiva”. Dunque non ero più una persona, ero diventata 2 parole. La cosa più drammaticamente divertente, poi, è stato vedere le mie inspiegabili metamorfosi sulle carte dei dottori. Al primo ricovero, dunque, ero 2 parole. Al secondo, di punto in bianco, eccomi qua: “anoressica restrittiva atipica - borderline”. 4 parole. Al terzo, da da dan!, “autolesionista con episodi di anoressia restrittiva – condotte disfunzionali – borderline”. Menomale che con i ricoveri ho chiuso, altrimenti non si finiva più. I medici non sapevano come classificarmi. Percepivo da parte loro una certa angoscia per questo. Non trovavano il termine adatto. Io li prendevo in giro e proponevo neologismi come “anoressismo”, “autolessia”. Adesso mi viene quasi da ridere. Per non piangere.
Adesso ci studio vicino a quello che è stato il mio carcere. Se per caso diventerò dottoressa, io che so cosa significa essere 4 parole e non più un essere umano, voglio davvero provare a rivoluzionare qualcosa.
lunedì 21 aprile 2008
Tanti auguri Ellie!!

Oggi è il compleanno di Ellie, che compie 23 anni! (Ehi, non lo sai che l'età di una signora non va mai detta??!) Augurissimi tesoro!! Vorrei farti un bel regalo, ma so che non esiste niente che possa far pari alla persona speciale e meravigliosa che sei... Grazie per sopportarmi sempre così come fai... Spero che questo "disegno di compleanno" possa piacerti almeno un po'... Buon compleanno, che questa giornata sia piena di sole e stupenda... proprio come te!!
Ti voglio bene!!
domenica 20 aprile 2008
Does the darkness have a name? Is it my name?
venerdì 18 aprile 2008
Compito 8 - Il rapporto studenti/insegnanti
“I have a dream”. Già queste 4 semplici parole danno un mondo da pensare. Parole pronunciate da un qualche individuo famoso per qualcosa che io, al solito, non conosco? Probabilmente sì. Ma non è importante chi le ha dette. Quel che conta è ciò che esprimono. I mille contesti ai quali possono essere riferite. E uno di questi è proprio il rapporto studenti-insegnanti.
Leggere il testo dell’intervento relativamente al rapporto studenti-docenti mi ha dato molto da pensare. Mi ha fatto pensare a quando frequentavo le scuole superiori, per esempio. All’epoca avevo un’insegnante di matematica che era indubbiamente estremamente competente nella sua materia, persino gli altri insegnanti di questa disciplina andavano a chiedere consiglio a lei! Eppure, nonostante tutta la sua conoscenza, era una persona fredda e rigida, che considerava più importante seguire il programma ministeriale che non ascoltare le reali difficoltà degli studenti, che diceva “buongiorno” quando entrava in aula, “arrivederci” quando usciva, e questo era il massimo del rapporto sociale che avevamo con lei. Io l’ho sempre vista come un robot. Posso dire di aver imparato la matematica, ma non mi ha mai dato qualcosa. Non c’era passione nel suo insegnamento, perciò non poteva trasmetterci amore per la disciplina. La professoressa di chimica, invece, è stata una delle insegnanti migliori che io abbia mai avuto. Competente ma modesta, disponibile, capace di coinvolgere ed appassionare. Amava la sua materia ed amava insegnarla, e riusciva a trasmettere questo suo amore con semplicità ed efficacia. Ci diceva di darle del “tu”, ma l’ho rispettata più dei tanti altri insegnanti a cui ho dato un “lei” privo di significato sottostante.
Penso che il rapporto studenti-insegnanti abbia un importanza per lo meno pari all’insegnamento stesso. Le materie che “restano” non sono semplicemente quelle spiegate ad hoc, ma quelle interiorizzate. Perché ci sono anche insegnanti che “restano”. E penso anche che, soprattutto a livello universitario, questa integrazione sia importante, funzionale perché direzionata a proiettarci nel mondo del lavoro. Tuttora ho a che fare con molti professori indubbiamente competenti, ma distanti, portatori di un insegnamento intransitivo che sembra essere destinato a rimanere solo entro i ristretti confini dello specifico esame. Dicono che ci porteranno a diretto contatto con i pazienti a partire dal 4° anno. Credo che questa sarebbe la prima cosa che dovrebbe essere fatta. Per poter crescere come medici ma anche e soprattutto come persone. Per poter capire cos’è che siamo chiamati veramente a fare. Per rendersi conto che studiare la sofferenza è tutt’altra cosa che provare la sofferenza.
Sono consapevole dell’enorme bagaglio di conoscenze indubbiamente necessario per svolgere la professione medica, ma penso che a volte una parola umana, un gesto, o anche solo un sorriso, valgano più di mille paroloni imparati a memoria.
mercoledì 16 aprile 2008
Drew Barrymore

E' la mia attrice preferita.
Quando ho visto il film "E.T. - L'extraterrestre" sono subito diventata una fan di Drew! A me piacciono questo genere di ragazze!
Tra l'altro, è molto carina: occhi e capelli davvero bellissimi, e l'aria intelligente di chi ha affrontato e vinto molte difficoltà nella vità.
La preferisco in "Mai stata baciata", anche la storia è molto coinvolgente. Però è meravigliosa anche in "Cenerentola"... una Cenerentola maschiaccio è troppo forte!!
Ho guardato anche "Charlie's Angels", "Charlie's Angels 2", "Una casa per 3" e "Donnie Darko". I suoi film sono molto interessanti e particolarli, lei li seleziona rigorosamente e ne è co-produttrice.
"...non perchè non ami una persona come vorrebbe, non significa che non la ami con tutta te stessa..." Questa è la mia frase preferita di "Mai stata baciata".
La storia è molto profonda, la sceneggiatura è accurata, la regia è ben congenata... il tipo di film che piace a me! (Però sono patita anche per gli horror, per i gialli e per quelli "psicologici"...)
martedì 15 aprile 2008
All the things she said

ALL THE THING SHE SAID *** (t.A.T.u.)
All the things she said
All the things she said
Runnin' through my head (3x)
All the things she said
All the things she said
Runnin' through my head (2x)
All the things she said
All the things she said
This is not enough...
I'm in serious shit, I feel totally lost
If I'm asking for help it's only because
Being with you has opened my eyes
Could I ever believe such a perfect surprise?
I keep asking myself, wondering how
I keep closing my eyes but I can't block you out
Wanna fly to a place where it's just you and me
Nobody else so we can be free (2x)
All the things she said
All the things she said
Runnin' through my head (3x)
All the things she said
All the things she said
Runnin' through my head (2x)
All the things she said
This is not enough (2x)
All the things she said...
And I'm all mixed up, feeling cornered and rushed
They say it's my fault but I want her so much
Wanna fly her away where the sun and rain
Come in over my face, wash away all the shame
When they stop and stare - don't worry me
‘Cause I'm feelin' for her what she's feeling for me
I can try to pretend, I can try to forget
But it's driving me mad, going out of my head
All the things she said
All the things she said
Runnin' through my head (3x)
All the things she said
All the things she said
Runnin' through my head (2x)
All the things she said
This is not enough (2x)
All the things she said...
Mother looking at me
Tell me what do you see?
Yes, I've lost my mind...
Daddy lookin' at me
Will I eva be free?
Have I crossed the line?...
All the things she said
All the things she said
Runnin' through my head (3x)
All the things she said
All the things she said
Runnin' through my head (2x)
All the things she said
This is not enough (2x)
All the things she said...
lunedì 14 aprile 2008
Wallerino...

Questo grazie al mio amico Photoshop... ^^"
Uno wallpaper che ho messo come sfondo del mio PC al posto di quello delle t.A.T.u. che avevo finora (perdonatemi! Siete sempre le migliori!)... Per farlo ho usato due foto e un pezzo di una canzone di Avril Lavigne, la mia cantante solista preferita...
P.S.= Sì, i colori delle foto sono ritoccati... mi piaceva l'idea di porre l'accento sugli occhi, visto che li ha di un colore meraviglioso...
sabato 12 aprile 2008
Pendolo (Ovvero: il tram 14C)
* Stazione FS SMN - E' la fermata dove salgo io... insieme ad altre 150000 persone, con il che giochiamo tutti alle sardine senz'olio, incastrati meglio dei pezzi del Tetris. E con questo il 75% della gente rimane comunque ad aspettare il tram successivo... per il quale si ripete l'assalto all'ultimo sangue e la modalità compressa.
* F. Strozzi - Dopo aver seriamente rischiato il ribaltone alla surva rotonda, generalmente manco si ferma visto che è così pieno che tanto non entrerebbe più nessuno. Nonostante la gente alla fermata lo veda perfettamente, le infamate che tirano all'autista si odono fino alla fermata succesiva.
* L. il Magnifico - Qui si tenta di aprire le porte acciaccando la gente che vi è vicina e quella lontana, per reazione a catena. Qualcuno scende, qualcuno sale... la pressatura resta invariata.
* Romito 1 - E' davanti a una chiesa che ha una facciata molto artistica. Però la vedo solo quando non son stipata in zona centrale. Le scorte di O2 del tram si riducono al 20%.
* Bonaini - Comincio a chiedermi quanto manca ad arrivare... Se qualcuno scende non ci se ne accorge perchè la pressione resta invariata. Se siamo poi fortunati ci becchiamo l'ingorgo delle auto che escono dal parcheggio e io comincio a sperare che qualcuno muoia per risolvere il problema della sovrappopolazione tramviaria.
* Milanesi - Siamo circa a metà strada... Se scende qualcuno si fa la ola... se qualcuno prova a salire gli si lanciano occhiate assassine. Io comincio ad architettare l'invasione del box dell'autista che ha addirittura 80 cmq tutti per sè... che spreco di spazio vitale...
* Palazzo Bruciato - Altrimenti detta "quella della salitina". Non si sa perchè ma a questa fermata salgono sempre e solo vecchiette agguerritissime che usano le loro stampelle per farsi largo (?) tra gli astanti e minacciano di morte chiunque sia seduto riuscendo ad impossessarsi dei seggiolini. Data la loro vitalità, non si capisce che bisogno ne abbiano.
* Pisacane - A questa fermata di solito sale (o tenta di salire) una persona che conosco. Dato che abbiamo litigato non ci caghiamo più, e questo è positivo perchè non ci smarroniamo più tra la gente per cercare di avvicinarci. Di solito io, a questo punto, sono spiaccicata contro un finestrino random.
* Dalmazia 1 - Ci siamo quasi... Qui scende un pò di gente, quindi si può rilasciare il fiato finora trattenuto... senza esagerare, però!
* Morgagni 1 - Dirittura d'arrivo... Coraggio... Resistere...!!
* Morgagni 3 - Ovvero fermata davanti al Plesso. Scende il 90% degli studenti, con il che s'inizia incredibilmente a stare normali, si può persino voltare la testa, ma me la godo per poco: mancano solo 2 fermate a destinazione...
* Brambilla - Anche qui scende parecchia gente, poichè è la fermata davanti all'ingresso dell'ospedale. Scendono anche le vecchiette salite a Palazzo Bruciato, reggendosi con difficoltà alle loro stampelle. Nessuno capisce ove sia finita la vitalità precedentemente manifestata...
* Pieraccini - Scendooooo!! Come tutti gli altri... Rimangono sul tram praticamente 2 o 3 persone... Son fortunata io... Non vedo l'ora di riprendere il tram 14C ogni mattina...
giovedì 10 aprile 2008
Un altro disegnuccio...

Oggi, laddove lavoro, han importato un nuovo software di grafica. Potevo non inaugurarlo? Ma cert... ehm... assolutamente no! E così sono stata la prima a metterci le manine e a realizzare l'illustrazione che vedete qui accanto. Se non si fosse capito, è un disegno che esula dal lavoro: dato che era il mio 1° tentativo (ecco perchè non è un granché, lo so...), ho deciso di divertirmi ed ho provato a disegnare le t.A.T.u. ... Spero che vi piaccia per lo meno un po' più di quanto è piaciuto al mio adoraaaato bossettone. Ha fatto una faccia strana e poi ha detto: "Le ore che hai impiegato a fare questo te le detraggo dallo stipendio". Volevo solo dire che è un bellssimo programma, ma non lo userò più per fare disegni random durante le ore di lavoro: un altro paio, e dovrei essere io a pagare per conservare il posto, mi sa...
martedì 8 aprile 2008
Seminario "I care" - Compito 6
Oggi, dopo tanto tempo, ho assistito ad una “lezione” che mi ha toccata davvero. Una volta qualcuno mi ha detto che ognuno è fortunato se, in tutta la sua vita, incontra due buoni insegnanti. Io credevo di avere incontrato i miei due rispettivamente all’asilo ed in prima elementare. Ma oggi mi sono accorta che i migliori insegnanti sono quelli che riescono ad insegnarti qualcosa non comportandosi da tali. Tante sono state le considerazioni fatte durante il seminario “I care”, tante le cose che ho visto e le emozioni che ho provato… ma c’è stata una cosa in particolare che mi ha colpita molto profondamente: “Più un medico sale su un piedistallo, più diventa piccino”. Queste parole. Queste parole che hanno risvegliato in me un’eco molto profonda, l’eco di qualcosa che avevo pensato quando decisi di tentare il test d’ammissione a medicina. Qualcosa che, forse, sul momento non avevo neanche ben concretizzato, eppure qualcosa che queste parole hanno risvegliato. Forse lo sapevo già, ma era bloccato dentro di me, incastrato da qualche parte, forse in attesa. In attesa del giorno giusto, dell’emozione giusta, delle parole giuste. Forse in attesa di oggi. Ho deciso di provare il test d’ammissione per medicina, ma fino all’ultimo momento sono stata incerta se tentare con medicina o con psicologia. In entrambi i casi, in modi differenti, desideravo paradossalmente salvare qualcuno. Sono stata indecisa fino all’ultimo momento. Poi, parlandone con un mio amico, mi è uscita fuori la frase: “Però, se mi si presenta un tipo che mi dice di volersi suicidare, con quale diritto posso cercare di manipolarlo in modo da fargli cambiare idea? Se però il tipo di prima ha già provato a commettere il suo gesto ma non è riuscito ad andare fino in fondo e c’è ancora la possibilità di salvargli la vita, allora sarei pronta a fare qualsiasi cosa, unendo la mia esperienza a strumenti adatti, per dargli una seconda possibilità”. E il mio amico mi ha detto che avevo scelto. Avevo scelto. Tra sei anni chissà cosa succederà. È difficile prevederlo. Può darsi che sia in procinto di laurearmi come può darsi che abbia deciso di mollare tutto a metà strada. Già in questi pochi mesi, del resto, ho avuto tanti ripensamenti, mi sono vista inadatta a ricoprire il ruolo medico. Ma chi mi ci vede, a fare la dottoressa? Io, che ho passato gli ultimi 5 anni a fare dentro-fuori da una clinica, etichettata nei peggiori dei modi, che mi metto in testa di aiutare qualcun altro, magari con i miei stessi problemi… Viene quasi da ridere! Eppure, altre volte, non la vedo così… E forse questo rientra nel discorso del salire sul piedistallo… Io che ho avuto a che fare con tanti medici, forse posso capirlo. Perché non sono mai riuscita ad aprirmi con loro? Perché l’idea che loro stessi hanno di loro (e che talvolta io ho di me stessa nei loro panni) è quella di persone infallibili, che studiano sui libri le malattie ed applicano sistematicamente i loro schemi come fossero ingegneri meccanici. No. Anche loro sono esseri umani. Io che certe cose le ho vissute sulla mia pelle, lo capisco cosa vuol dire… io sono un essere umano, e per questo fallibile, fragile, dubbioso. Io conosco il dolore. Agli intoccabili non sono riuscita a dire nulla… troppo lontani. Certe cose non si studiano. È come se conoscessero i titoli di mille libri senza mai averne letto uno. Io sto forse leggendo un libro infinito, il titolo non vale quasi più niente … è questo quello di cui forse gli altri hanno bisogno? C’è un solo medico con il quale sono riuscita forse un po’ di più ad aprirmi… Ed è perché questa dottoressa ha sofferto e tuttora sa cosa voglia dire lottare tutti i giorni senza neanche sapere quale sia lo scopo di questa lotta. Perché è un essere umano e si dimostra tale, ammettendo spesso di non volerlo essere. Solo per questo. Se la mia psicoterapeuta si fosse presentata come un dio in terra, con il DSM4 in un angolo e il volto di chi ti considera su un piano differente o dall’altra parte del muro… sarebbe stata l’ennesima figlia di puttana alla quale avrei raccontato puttanate. Nonostante tutto, credo che io non potrei mai essere così. Perché quando certe cose si toccano… non si dimenticano. Non si dimenticano mai. Si possono rielaborare, si possono indirizzare, ma non si dimenticano. Io quando parlo con questa dottoressa so di parlare a un essere umano, a un’amica, a una sorella, a una compagna… e la reputo splendida e coraggiosa perché so che l’uomo ha paura dell’uomo e dunque di se stesso e mette in atto strategie improponibili per dimenticarsi di esserlo… Perciò io cerco di non farlo, ogni giorno mi rendo conto di indossare maschere e non ne sono felice. Mi guardo intorno e vedo. Maschere, maschere, maschere che chi le indossa non sa neanche di avere. È orribile rendersi conto di fingere, ma non è più orribile farlo senza saperlo? “Più un medico sale su un piedistallo, più diventa piccino”. È vero… Se sali su un piedistallo stai più in alto degli altri, quindi puoi vedere più cose… ma ti sei anche allontanato dagli altri. Forse è questo che mi piacerebbe riuscire a fare: avere conoscenze tali da poter stare su quel piedistallo, ma rinunciare consapevolmente a salirci non per mettermi sotto o sopra gli altri ma per potermi mettere esattamente all’altezza dei loro occhi. Forse un giorno indosserò un camice. Ma spero di essere vista. Spero che gli occhi degli altri non si fermino al camice ma guardino oltre, guardino sotto. E vedano una ragazza.
lunedì 7 aprile 2008
Compito 6 - Variazione super facoltativa
Penso che la differenza tra “partecipazione” e “care” sia molto sottile. “Care” è sinonimo di cura, di interesse, di un qualcosa che si fa non soggiacendo ad un obbligo ma per libera scelta. Anche essere partecipe può significare provare interesse per qualcosa, ma non necessariamente è così: “partecipare” può essere infatti anche inteso come sinonimo di essere presente, il che non significa effettivamente avere a cuore l’argomento in questione. Facendo riferimento al fumetto Bond By Law che ci è stato consigliato di leggere, inoltre, mi viene da pensare al “care of”, “a cura di”, con riferimento all’argomento del copyright, alla libertà che certe idee dovrebbero avere senza sottostare agli intrecci legislativi e burocratici che frenano la diffusione delle idee impedendo una collaborazione più globale. Forse quello che dovrebbe interessarci sarebbe scoprire un metodo per diffondere liberamente le idee senza che queste possano essere incatenate da altri vincoli…?!
sabato 5 aprile 2008
Test...

Oggi pomeriggio, mentre sfogliavo una rivista, mi sono imbattuta in un test dal titolo "Che animale sei?". (Risposta: me stessa. Sono un bell'esemplare già di per me...) Detto test consisteva in 15 domande che avrebbero ineluttabilmente rivelato l'anima animale nascosta in ognuno di noi. Ora, premessa: io odio i test. Li ho sempre odiati. Sono una di quelle perone incapaci di eseguire un test se prima non sono andata a leggermi tutti i profili, dopodichè adatto le mie risposte alle domande in maniera che alla fine salti fuori che corrispondo al profilo che, leggendolo, mi era piaciuto di più. Il fatto è che sono anche capace di sentirmi compiaciuta di questo. Comunque. Oggi ho provato a fare questo test senza imbrogliare, cioè senza leggere prima le risposte. Uno sclero. Ma dico io, quelli che s'inventano le domande per i test sono così di natura o frequentano una scuola speciale? Come si può chiedere di scegliere qual è il giorno che ti piace di più della settimana tra il Martedì, il Mercoledì e il Giovedì? Cioè, se non ci mettono nemmeno il Sabato o la Domenica... Oppure: qual è la tua città preferita tra Praga, Madrid e Oslo? E se io non sono stata in nessuna delle 3? E' così bello il mio paesino... E poi, dove porteresti il tuo partner al 1° appuntamento? Aiuto! C'è l'opzione passaparola? Qui ho iniziato ad annaspare... e sul proverbio preferito rantolavo proprio... ma quando mi è stata rivolta la domanda: cosa regaleresti a tua nonna per Natale? Sono stata seriamente indecisa se scappare o bruciare la rivista... Morale della favola: è venuto fuori che l'animale che sono è la tigre. La cosa mi è sembrata così divertente che c'ho pure disegnato sopra. La tigre, però. Che stile. Ti rialza l'autostima. Gli altri animali in lizza erano il coniglio e il gerbillo (ma esiste davvero?). Poi ho scoperto che per essere coniglio dovevi aver totalizzato meno di 5 punti, per essere gerbillo più di 150 punti. Ho, come dire, avuto il forte sospetto che questo test fosse abilmente manipolato affinché chiunque lo facesse si sentisse un po' meno scemo del solito... Alla pagina successiva c'era un altro test intitolato "Che frutta sei?". Non ho avuto il coraggio di cimentarmi.
mercoledì 2 aprile 2008
L'esame di Anatomia 1
(Ci vuole un bel coraggio a mettermi a dare questi consigli, un'asina come me!)
Oggi finalmente ho dato (e passato!!) l'esame di Anatomia 1. Così diversi ragazzi che lo daranno nelle sessioni successive mi hanno rivolto la domanda: "Qual è il modo giusto di studiare per questo esame?". Vorrà dire che condividerò con tutti coloro che leggeranno questo post il metodo di studio "alla Veggie" per l'esame di Anatomia 1. Magari non funzionerà per tutti, ma se lo ritenete valido, provate a metterlo in pratica. Si tratta di una tecnica semplice: inventate da soli i test. Se ritenete che una certa nozione o una determinata immagine farà parte dell'esame effettivo, allora create delle domande ad hoc che ruotino intorno ad essa. Fondamentale non è solo ricordare la nozione o l'immagine in questione, ma anche capirle a fondo. Se riuscite a superare i test creati da voi, non dovreste avere problemi quando affronterete quello vero. Finché non riuscirete a superare tutti i test creati da voi, vi consiglio di fotocopiarli e di continuare a cercare di risolverli.
Questo metodo credo sia adatto non solo all'Anatomia, ma anche ad altre materie come Biochimica e Genetica... certo non è valido per l'Istologia, purtroppo...
Ad ogni modo, se avete intenzione di provare l'esame nelle sessioni successive di Maggio e di Giugno, studiatevi bene le lezioni introduttive (quelle tenute dal professor Gulisano), le linee topografiche, la colonna vertebrale, l'anca e i nomi dei legamenti che rinforzano le varie articolazioni!! Guardatevi bene le immagini del libro (del Balboni) perchè nel test vengono riproposte proprio quelle!
Infine, vi suggerisco un sito dove ci sono parecchi test che io ho usato per esercitarmi... ed hanno funzionato!
http://www.mininterno.net/med_anatomia.asp
* Personalmente, utilizzo la tecnica di studio che ho illustrato qua sopra anche quando devo eseguire delle illustrazioni per lavoro. Per esempio, se devo disegnare una casa, mi sforzo di realizzarla tenendo conto sia delle idee del progettista, sia del paesaggio in cui dev'essere collocata. Quindi mi metto nei panni di chi potrebbe abitarci e mi chiedo se sia una casa confortevole e funzionale. Infine - poichè sono una ragazza... ehe! - mi chiedo se la casa sia graziosa e se la disposizione dei personaggi al suo interno si armonizzi con la struttura dell'illustrazione. I particolari che ancora non riesco a realizzare come vorrei sono una riprova della mia inesperienza... (Ah ah!) *
martedì 1 aprile 2008
Pesce d'Aprile!!
Comu
nque, questo è il mio pesce d'Aprile...... ed è buono sul serio, qui niente scherzi! Anzi, complimenti alla cuoca: Ellie, sei bravissimaaa!!! Lei ha fatto l'impasto, veramente delizioso, però alla forma e alle decorazioni ci ho pensato io...
lunedì 31 marzo 2008
Compito 5 - Il valore del contesto - My point of wiew
Quando frequentavo le scuole superiori avevo buoni voti in tutte le materie. Tutti dicevano “beata te che sei intelligente”, ma in realtà non si trattava di questo. Non sono mai stata più intelligente della media, anzi, casomai il contrario: i miei buoni voti derivavano soltanto dalla mia dedizione allo studio e dalla mia ottima memoria. Passavo giornate ad imparare a mente cose che sostanzialmente non capivo, però le rispiattellavo così come le avevo memorizzate, e questo faceva una buonissima impressione ai professori. Sul momento andava bene anche a me perché quello che t’insegnano le superiori è sostanzialmente che migliori sono i tuoi voti, più hai la vita facile. Successivamente, però, mi sono resa conto che i miei 5 anni di scuole superiori sono stati una gran perdita di tempo: dato che non avevo contestualizzato niente di quello che mi era passato sotto gli occhi nelle varie discipline, mi ritrovavo con niente in mano. La memoria è labile se non ci sono fondamenta di vera comprensione che la sorreggono. Così ho appreso l’importanza del contesto: ad applicare le regole tutti sono capaci, ma ben pochi capiscono cosa soggiace a quelle regole. Quello che io avevo fatto durante i miei 5 anni di scuole superiori era stato imparare. Non capire. Penso quindi che si possa dire di padroneggiare veramente una disciplina non quando si sono imparate a mente le regole per l’applicazione, ma quando si è riusciti a contestualizzarla in maniera adeguata, comprendendo a fondo i principi di base e il contesto in cui si va ad agire.
Voglio concludere questo post con una piccola storiella che mi raccontò mio nonno qualche anno fa, e che penso sia perfetta per rendere quanto secondo me sono importanti il contesto e le competenze da esso derivanti in merito a qualsiasi disciplina.
Un uomo che aveva comprato un orologio a cucù, notò che questo rimaneva indietro. Allora chiamò un orologiaio affinché questo venisse a ripararglielo. L’orologiaio arrivò, tolse dalla sua grande borsa un sacco di arnesi, e si mise ad oliare tutte le viti, a raddrizzare il perno, a bilanciare il pendolo. Impiegò un bel po’ di tempo e mandò un conto di 25 Euro, prezzo che l’uomo reputo ragionevole. Ma il giorno dopo l’uomo notò che l’orologio correva troppo. Allora chiamò un altro orologiaio. Questo arrivo con un piccolo astuccio, e girò semplicemente una vite: l’orologio a cucù presa a segnare il tempo senza sgarrare d’un secondo. Questo orologiaio mandò un conto di 50 Euro. L’uomo obiettò che gli sembrava troppo esoso richiedere 50 Euro per un lavoro che gli aveva richiesto solo pochi minuti, ma quando osservò il conto, notò che c’era scritto
Per aver riparato il pendolo Euro 1,00
Per aver saputo quel che c’era da fare Euro 49,00
Totale Euro 50,00
P.S.= Anche senza contare, so di aver ampiamente sforato le 200 parole… Solo che questa riflessione mi è uscita di getto in questo modo, spero che vada bene comunque…
domenica 30 marzo 2008
La storia della donna del fumo
Un giorno ero di cattivo umore perchè a scuola era successo qualcosa di spiacevole, così, tornando a casa, feci un salto ad una cartolibreria e vidi in vendita dei petardi. Non so perchè ma pensai che se ne avessi fatto scoppiare uno lungo l'argine, mi sarei sentita meglio. Poichè ero una "brava ragazza", non avevo alcuna esperienza di petardi (avevo solo visto da lontano ragazzi che ci giocavano) e comprai quello che mi sembrava un petardo.
[I bravi ragazzi non imitino quello che ho fatto, per favore].
Poi scesi all'argine e l'accesi. Cominciarono ad uscire delle spirali di fumo, il fumo saliva, saliva, ma niente scoppi. Solo dopo capii che non avevo comprato un petardo, ma un fumogeno. Shock!!
Tutto quel fumo che usciva non mi divertiva per niente, anzi, mi dava addirittura fastidio, così il mio umore peggiorò...
E' un ricordo simpatico...! (Si fa per dire...)
sabato 29 marzo 2008
Collage
ovato tempo fa su vari siti...Questo è il risultato...
Quando facevo la 5^ superiore, comprai anch'io un paio di stivali neri, una mini nera ed una mglietta bianca come quelle che indossano loro nelle 2 foto a lato (ero nella fase "emulazione a go go"...)... e una volta la mia amica Duccia mi disse che avevo veramente un che di Lena... Anche se molto probabilmente non era vero e l'aveva detto solo per gentilezza, quel giorno le avrei fatto anche una statua se me l'avesse chiesto... ero veramente al 7° cielo!
giovedì 27 marzo 2008
Compito 3 - PubMed
Nonostante l’iniziale resistenza ad utilizzare un programma interamente in inglese (inglesewhat??), dopo aver provato PubMed, che finora mi era sconosciuto, ho scoperto un nuovo modo di fare ricerca estremamente interessante e preciso. In un primo momento di sperimentazione, per comprenderne meglio il funzionamento, mi sono limitata a digitare genericamente i nomi di alcune comuni malattie, dopodichè ho deciso di concentrarmi su un preciso argomento: i disturbi del comportamento alimentare. Anche in questo caso ho iniziato con una ricerca generale (“Eating Disorders”), poi ho ristretto il campo concentrandomi sull’ “Anorexia Nervosa”. Ho girato tra i vari “items” in maniera tale da individuarne uno che fosse adatto al mio range di ricerca e dopo aver inserito le “key words” ho inviato la mia ricerca su PubMed. Per restringere ulteriormente il campo di ricerca ho ordinato per data gli articoli in maniera tale da poter visualizzare innanzitutto i più nuovi. In questo modo ho potuto leggere diversi articoli, ed è stato molto interessante conoscere gli studi condotti in merito e vedere che anche su uno stesso sintomo diversi ricercatori possono andare a cogliere e porre l’accento su sfu
mature diverse… tante quante sono quelle di questa malattia.
(195 parole... il mio ditino sta facendo gli straordinari!)
Per il prof: Vorrei replicare questo post sulla ricerca bibliografica nel Documento in GoogleDocs, se lei lo reputa adatto ed utile...
mercoledì 26 marzo 2008
Che cosa vuoi fare da grande??
3° - Il pompiere (mi piaceva soprattutto l'idea che la TV mi avrebbe intervistata e fatta diventare famosa se avessi salvato la vita di qualcuno spengendo qualche incendio...)
2° - La tipa che accende i lampioni (il fratello maggiore di un mio amico un giorno mi aveva detto che i lampioni alla sera si accendevano perchè c'era un tizio che andava a premere il loro interruttore, uno per uno, ed io ci avevo creduto... Mi piaceva l'idea di poter andare ad illuminare una città tutta buia... Stile "Fiat lux", insomma, della serie "God is a girl" mi fa una sega...)
1° - La pilota di Formula 1 che vince il gran premio (sì, tutto intero proprio così, dicevo... Si commenta da solo... Manie di grandezza io?? Naaaa....)
Ad ogni modo, l'idea di fare il medico è stata veramente un'idea dell'ultimo minuto... Perciò nessuno mi ha presa sul serio quando ho detto di voler tentare il test d'ammissione... Non me la prendo, mi rendo conto che effetivamente ero poco credibile... E infatti nessuno credeva che l'avrei tentato davvero... Ma soprattutto, nessuno ci ha creduto all'inizio quando ho scoperto che l'avevo passato - in effetti, se non l'avessi visto non ci avrei creduto neanch'io... E penso che qualcuno non ci creda tuttora... (vero, Simo?!) :-P
lunedì 24 marzo 2008
La storia di Bobbi Bua (part 2)
... In noi re
sta sempre qualcosa delle nostre abitudini infantili.Questo era il mio Bobbi Bua!!
Quanto sei simatico, Bobbi Bua!
Ma quante volte ho scritto Bobbi Bua, Bobbi Bua?
Mi raccomando, non provate a contarle sul serio, eh!
... Bobbi Bua!
domenica 23 marzo 2008
Happy Easter!!
sabato 22 marzo 2008
La storia di Bobbi Bua
E' probabile che tutti coloro che hanno meno di 17-18 anni non conoscano Bobbi Bua...
"Bobbi Bua ha tanto male, ma ci sei tu e lo puoi curare" (con musichina di sottofondo)
Ma probabilmente non capite, Bobbi Bua. E io, che ormai son maggiorenne dal un pezzetto, sono un pò triste, Bobbi Bua! T_T
Dunque (^-^), Bobbi Bua è un pupazzetto dall'aspetto di cane, venduto con un set di "attrezzi medici" per poter far finta di essere il suo dottore e curarlo, che andava di moda quando facevo l'asilo. Era molto carino. Una volta era la mia passione. Giorno e notte, Bobbi Bua. Piangevo e ridevo con Bobbi Bua. Giocavo sempre con Bobbi Bua. Insomma, c'è stato un tempo in cui io mi dedicavo completamente a Bobbi Bua.
Poi... non c'entra granchè, però... (cambio discorso) il Bobbi Bua che avevo io a casa diventò "Bobbi Bua dal naso rosso". Questo accadde perchè avendo terminato i pastelli in dotazione, per simulare che Bobbi Bua aveva un'infreddatura, gli colorai il naso con un pennarello indelebile rosso, e così non si poteva più cancellare...!
Scusami, Bobbi Bua...!
(Continua, Bobbi Bua...)
giovedì 20 marzo 2008
Нас не догонят / Not gonna get us

Come ho già detto, le t.A.T.u. sono le mie cantanti preferite… Ma tra tutte le loro canzoni, ce n’è una che mi piace in particolar modo. Penso che sia la più bella canzone d’amore che esista. Sono parole stupende, parole che chiunque vorrebbe sentirsi dire, parole che si aspetta tutta la vita per dirle alla persona giusta, parole che perciò non si diranno mai a nessuno…
“Нас не догонят”
Нас не догонят... Только скажи,Дальше нас двое.Только огниАэродрома.Мы убежим,Нас не догонят.Дальше от них,Дальше от дома.Ночь-проводникСпрячь наши тениЗа облака.За облакамиНас не найдут,Нас не изменят.Им не достатьЗвезды руками. Небо уронитНочь на ладони.Нас не догонят,Нас не догонят.Небо уронитНочь на ладони.Нас не догонят,Нас не догонят. Нас не догонят... Мы убежим,Все будет просто.Ночь упадет,Небо уронит.И пустота на перекрестках.И пустота нас не догонит.Не говори, им не понятно.Только без них,Только не мимо.Лучше никак,Но не обратно.Только не с ними.Только не с ними. Нас не догонят... Небо уронитНочь на ладони.Нас не догонят,Нас не догонят.Небо уронитНочь на ладони.Нас не догонят,Нас не догонят. Нас не догонят...
Questa è la versione in lingua originale, comparsa nell’album “200 по встречной”, mentre invece l’omologa comparsa nella versione inglese della album “
"Not Gonna Get Us"
Not gonna get us
They're not gonna get us
Not gonna get us…
Starting from here, let's make a promise
You and me, let's just be honest
We're gonna run, nothing can stop us
Even the night that falls all around us
Soon there will be laughter and voices
Beyond the clouds over the mountains
We'll run away on roads that are empty
Lights from the airfield shining upon you
Nothing can stop us, not now, I love you
They're not gonna get us,
they're not gonna get us
Nothing can stop us, not now, I love you
They're not gonna get us,
they're not gonna get us
They're not gonna get us…
We'll run away, keep everything simple
Night will come down, our guardian angel
We rush ahead, the crossroads are empty
Our spirits rise, they're not gonna get us
My love for you, always forever
Just you and me, all else is nothing
Not going back, not going back there
They don't understand,
They don't understand us
Not gonna get us, gonna get us, gonna get us…
Nothing can stop us, not now, I love you
They're not gonna get us,
they're not gonna get us
Nothing can stop us, not now, I love you
They're not gonna get us,
they're not gonna get us
They're not gonna get us
Not gonna get us…
Penso che questa in inglese la capiscono tutti… Magari per quella in russo c’è qualche problemino in più, invece, visto che la traslazione all’inglese non è letterale… Okay, le traduco entrambe. (Non voletemene se ogni tanto ci piazzo qualche strafalcione, cercherò di essere più precisa possibile…)
“Non ci prenderanno” (traduzione dall’inglese)
Non ci prenderanno
Loro non ci prenderanno
Non ci prenderanno…
Iniziando da qui, facciamo una promessa
tu ed io, saremo oneste.
Scapperemo, niente può fermarci
nemmeno la notte che scende su di noi.
Presto ci saranno risate e voci
al di là delle nuvole, sopra le montagne.
Scapperemo via sulle strade vuote
le luci dell'aeroporto brillano sopra di noi.
Niente può fermarci, non adesso che io ti amo
Loro non ci prenderanno
Loro non ci prenderanno
Niente può fermarci, non adesso che io ti amo
Loro non ci prenderanno…
Scapperemo lontane, laddove tutto sarà più semplice,
la notte scenderà, il nostro angelo custode.
Corriamo avanti, gli incroci sono vuoti,
i nostri spiriti sorgono, non ci prenderanno.
Il mio amore per te sempre infinitamente,
solo tu ed io, tutto il resto è niente
Non si torna indietro, non si torna là indietro
Loro non capiscono
Loro non ci capiscono
Non avranno la meglio su di noi….
Non ci prenderanno…
Loro non ci prenderanno
Non ci prenderanno
Niente può fermarci, non adesso che io ti amo
Loro non ci prenderanno
Loro non ci prenderanno
Niente può fermarci, non adesso che io ti amo
Loro non ci prenderanno…
“Non ci prenderanno” (traduzione dal russo)
Non ci prenderanno... Dire soltanto…Poi solo noi dueSolo le luciDell’aerodromoScapperemoNon ci prenderannoLontane da lorolontane da casaGuida notturnaNascondi le nostre ombreDietro le nuvoleDietro le nuvoleNon ci troverannoNon ci cambierannoNon possono toccareLe stelle con le mani Il cielo cadrà giùLa notte nelle nostre maniNon ci prenderannoNon ci prenderannoIl cielo cadrà giùLa notte nelle nostre maniNon ci prenderannoNon ci prenderanno Non ci prenderanno... ScapperemoTutto sarà sempliceScenderà la notteLa farà cadere il cieloE vuoto agli incrociE il vuoto non ci prenderàNon dirlo, non capisconoSemplicemente senza di lorosemplicemente lasciandoli dietroMeglio senza una direzioneChe tornare indietroSemplicemente senza di loroSemplicemente senza di loro Non ci prenderanno... Il cielo cadrà giùLa notte nelle nostre maniNon ci prenderannoNon ci prenderannoIl cielo cadrà giùLa notte nelle nostre maniNon ci prenderannoNon ci prenderanno Non ci prenderanno… Non ho ancora deciso quale delle 2 versioni nelle 2 diverse lingue preferisco…
Mi chiedo com’è che le parole sono finite e limitate, mentre invece le canzoni sono infinite ed illimitate pur essendo fatte di parole…
mercoledì 19 marzo 2008
Un fumetto bellissimo...
i capolavori...!! Questo qua a fianco è un mio tentativo di riprodurre Cornelia, una delle 5 protagoniste di "W.I.T.C.H."... Cercherò di fare di meglio esercitandomi, prometto!!
martedì 18 marzo 2008
Risposta a un commento...
Ciao Bertini Federico,
(cognome e nome, caspita che formalismi, mi sento 60enne… vabbè, come vuoi tu…) sono Chiara Gullotto, e scusa se ti rispondo solo ora ma non sono molto (cioè per niente) pratica di computer e per capire che per leggere i commenti ai post bisognava cliccare sopra alla parola “commenti” mi ci sono voluti 3 giorni… (solo 3?! Ah, allora è andata bene!).
Trovo tutto sommato abbastanza divertente vedere quanto t’infiammi solo perché ho espresso il mio punto di vista, il che mi fa pensare che un po’ di coda di paglia c’è, ma comunque… Volevo fare solo qualche precisazione a quello che hai scritto, così posso provare a non essere fraintesa anch’io…
Premesso che sono d’accordo con te nel dire che Internet è un posto libero in cui tutti possono scrivere ciò che vogliono, non credo che per coinvolgere le persone su determinati argomenti “impegnati” sia questo il modus operandi. Per lo più la gente guarda e presta attenzione solo a quello che gli fa comodo, e sarebbe un mondo migliore se tutti si preoccupassero di determinati problemi, ma è più facile chiudere gli occhi: la gente non si responsabilizza né si coinvolge dall’esterno, è dentro ciascuno che deve scattare la molla che fa aprire gli occhi su determinate problematiche, e fino a che quella molla non scatta la gente può essere anche riempita di discorsi seri, per lo più ci passerà sopra.
Dici che scrivere cose personali non è interessante e costruttivo e che non siamo a Buona Domenica. Sul primo punto posso solo dire che hai sputato una sentenza né più e né meno di come ho fatto io. Critichi il mio modo di fare, ma poi fai altrettanto. Coerenza? Mah… Relativamente a Buona Domenica, invece, hai notato che questo programma, insieme al Grande Fratello, a Amici e a I Cesaroni sono quelli che fanno più share??! Forse non è indicativo di una tendenza, ma insomma… Se tutti pensassero che la vita privata è privata e che è valida l’equazione “cosa NON seria = cosa NON interessante”, allora manderebbero in onda solo SuperQuark o
Chiedo scusa se posso essere sembrata offensiva, nel mio post o in questo commento, non era mia intenzione, volevo semplicemente esprimere un parere, come tale criticabilissimo, del resto io non sono molto seria e neanche molto intelligente, e già l’essere arrivata fin qui a scrivere questo mi sembra una gran conquista sociale (sociale??), quindi adesso la pianto qui perché un discorso così quasi profondo potrebbe nuocere seriamente alla mia fama di sparacazzate a ripetizione…
Saluti (no, dai, meglio “cordiali saluti”, fa ancora più 60enne!)
Special thanks...
E allora, un immenso GRAZIE!! a:
SIMO
Se non ci fossi stato tu, sarei ancora a chiedermi qual è il tasto che bisogna premere per l'autodistruzione del PC (sei sicuro sicuro che non esiste, vero?!)... Tutto quello che so fare per adesso lo devo a te!
P.S.= Come vedi, il tuo nome è in cima alla lista, geloso che non sei altro! In realtà, l'essere geloso è uno dei tuoi pregi! ^-^
ELLIE
Sei una santa, a sopportarmi sempre così tanto... Mi dispiace di essere un pò monella! ^^" Prometto che resterai sempre la mia dolcissima Ellie-Ellie-san!
IRIS
Non è giusto! Sei troppo carina! Come fai ad essere così carina con tutti, persino con me?!
(Iris: "Eh? Perchè, sono carina?" ... Ha i suoi tempi)
DUCCIA
Sei veramente super-specialissima! La migliore amica che chiunque potrebbe mai desiderare di avere! Ti amo! Ti adoro!! ^*^
(Duccia: "Ehi, così mi imbarazzo..." ... Ma è lei che è troppo modesta)
CLAUDIA (la mia Clau!)
La vita è stata dura con entrambe, eh?! Sono onorata e felice di averti conosciuta. Spero che resteremo sempre vicine e che potremo presto abbracciarci, sorella mia!
THANKS TO EVERYONE!!
domenica 16 marzo 2008
Wish...
P.S.= Anche essere una strafigona non mi dispiacerebbe affatto... ma solo per un po', solo per provare come ci si sente, perchè poi mi verrebbe sicuramente a noia, non ho il cara

(Un po' come in questo disegno che ho fatto... In realtà non sono carina neanche un quarto della ragazza di fronte allo specchio... figuriamoci di quella dentro allo specchio... Diciamo che sono "disegnogenica"...!!!)
sabato 15 marzo 2008
Compito 1 (...e ti pareva che non si sfacchinava??!)
La linea di demarcazione è sempre più sottile…
Virus: entità responsabili di malattie in organismi appartenenti ad ogni dominio biologico.
Virus: frammenti di software in grado di infettare file danneggiando il sistema operativo.
Due cose evidentemente diverse, una stessa parola per definirle. Un ponte che connette creatore e creatura, formando un binomio indissolubile… ma reversibile?! Può la creatura sostituirsi al creatore? Più la tecnologia avanza, più ci trasformiamo in macchine… Ricerchiamo la perfezione come strumento per ottenere l’attenzione degli altri, ma più siamo perfetti, più diventiamo macchine. E soffriamo per gli stessi virus.
In tutto c’è qualcosa che non va, e si aspetta di dare un nome alla malattia che portiamo dentro. Ci sono tanti modi per classificare persone e macchine… ma un giorno verremo tutti etichettati in base alla malattia che ci tormenta. E non ci sarà differenza tra uomini e macchine: in qualsiasi forma potrà manifestarsi, ognuno avrà il proprio virus.
Virus: apoteosi della tecnica o arma della natura?
Uomini e macchine sotto lo stesso segno, quello che crea e quello che viene creato… e quello che entrambi può distruggere. Un virus.

(200 parole... contate con il mio ditino)
venerdì 14 marzo 2008
Una cosa NON seria
Quindi spero mi scuserete se il mio blog è pieno di sciocchezze vagamente senza senso... e se dopo essermi scusata continuo sullo stesso tono...! Lasciate allora che vi racconti un'altra vicenda senza senso.
A casa mia nessuno degli orologi funziona bene, sono tutti diversi minuti avanti. Li tengo così apposta perchè ho la pessima abitudine di uscire di casa semre all'ultimo momento, e così almeno evito di arrivare troppo in ritardo. Se devo uscire alle 4, come minimo eso alle 4.05, ma dato che gli orologi sono tutti avanti, in realtà arrivo che sono ancora le 3.55. Se voglio vedere un film che inizia alle 9, posso accendere la TV che sono le 9.05, e come minimo ci sono ancora le previsioni del tempo o addirittura il telegiornale. Anche stasera sono qui che scrivo giuardando i miei orologi ingannatori...
Forse dovrei provare a rimetterli... Un orologio che indica l'ora esatta ha la sua utilità, immagino.
mercoledì 12 marzo 2008
t.A.T.u. 4ever

Dato che oggi non avevo niente da fare (studiareeeee!!! Vabbè, ormai non ci si spera neanche più...), ho realizzato questa pic con Photoshop e con le immagini delle mie adorate t.A.T.u. ...
Questa invece è una foto di una parete della mia cameretta...

Qualcuno starà già pensando che sono monotematica... ma non è vero, giuro, mi intereso anche a moltissime altre cose.
Solo che al momento non mi vengono in mente...
lunedì 10 marzo 2008
Music & co.
domenica 9 marzo 2008
Hello world... this is me!! (versione 2)
(quand'ero piccola sognavo di poter volare!)
Nick: Veggie
B.day: 26 Luglio
Zoodiacal sign: Leone
Height: 163 cm (c'è chi mi dice che sembro più bassa...)
Weight: Troppo...
Blod group: A negativo
Job: Illustratrice (finché non mi scade il contratto a termine...)
Uso la mano: Destra. Per scrivere, ma quasi tutto il resto lo faccio con la sinistra
Animale domestico: Fratellame... ah, non questo genere di animali??!
Carattere: Non posso descriverlo in due parole... ma sono quel tipo di persona che si accontenta di quei pochi che mi sopport... comprendono.
Something else about me...
I miei hobby (ai quali non riesco a dedicare tutto il tempo che vorrei) sono:
- Il disegno (vorrei diventare fumettista)
- I manga (vorrei diventare mangaka)
- Le automobili (vorrei diventare pilota di Formula 1)
- La lettura (vorrei diventare una lettrice)
- Il karate (vorrei diventare un'insegnante di karate... all'inizio avrei voluto diventare una campionessa, poi ho visto quali erano le mie capacità, e allora ho ripiegato sulla carriera d'insegnante...)
- Le lingue straniere - specie il russo (vorrei diventare russa... EH??? O_O)


















